Italo Mennella, presidente Associazione Albergatori di Taormina
Italo Mennella, presidente Associazione Albergatori di Taormina

Nessuna flessione – «I dati turistici diffusi dal Str nei giorni scorsi danno un quadro sbagliato della situazione. Si tratta di statistiche parziali, non definitive in quanto mancanti dei numeri di una decina di strutture alberghiere. A Taormina non c’è crisi e non c’è stato un crollo delle presenze nel 2015». Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella, secondo il quale «non corrisponde al vero che le presenze nel 2015 a Taormina siano state in flessione dell’8%». Il movimento turistico registrato a Taormina nel 2015 – aveva reso noto in una relazione sull’anno appena trascorso Angelo Cavallaro, dirigente del Servizio Turistico Regionale di Taormina – ha fatto registrare una flessione del 8,64% rispetto al 2014; le presenze (pernottamenti registrati) sono state 938.287 rispetto a 1.026.996 del 2014 (-88.707 unità). Al centro delle polemiche c’è ora il nuovo sistema “Web Based” voluto dall’Osservatorio Turistico Regionale di Palermo, e attraverso il quale sono stati poi fatti i rilievi sulle presenze, in un contesto che ha creato quest’anno ritardo e messo in difficoltà tutti gli addetti ai lavori.

Dati parziali – «Ci sono alberghi che ancora adesso devono comunicare i numeri del periodo che va da settembre ad ottobre e la parte conclusiva, dunque, del 2015 – spiega Mennella -. E’ stato inopportuno comunicare quei dati negativi. In questi casi bisogna essere prudenti, anche perché altrimenti si rischia di fare un danno all’immagine ed al turismo stesso della nostra città e rischia di passare il messaggio che qui c’è crisi. Il Servizio Turistico e l’Amministrazione comunale avrebbero dovuto gestire in altro modo quei dati. A mio avviso, dai riscontri poi definitivi emergerà un altro quadro della situazione rispetto a quello attualmente diramato. Nella peggiore delle ipotesi, il dato totale sarà di pareggio rispetto al 2014».

Ospiti “sommersi” – «Senza dimenticare – incalza il numero uno dell’Associazione albergatori – che ci sono circa 100-150 mila presenze “sommerse”, quelle non dichiarate dai B&B e di cui non abbiamo contezza in maniera ufficiale perché vanno a riguardare le strutture che non comunicano i loro clienti e fanno evasione». «A tal proposito – ha aggiunto Mennella – anche per questo abbiamo deciso di affiliare a Federalberghi i B&B che sono in regola e perfettamente a norma di legge, andando così a differenziali da tutti gli altri».

Il tema scottante della tassa di soggiorno – Il presidente dell’Associazione Albergatori si sofferma sulle varie altre tematiche locali. «Abbiamo chiesto un incontro al sindaco per affrontare la questione della tassa di soggiorno e per fare chiarezza sull’Osservatorio per il Turismo. Ci aspettiamo molto di più dall’Amministrazione e non siamo contenti di come vanno le cose. La nostra valutazione è critica, le potenzialità del territorio rimangono inespresse e ci sono diverse cose che non vanno come dovrebbero andare. Bisogna innanzitutto concordare e condividere le scelte, vogliamo trasparenza e collaborazione leale, e non che le cose ci vengano comunicate a “giochi fatti”. Sia chiaro una volta per tutte che i soldi della tassa di soggiorno non sono una battaglia personale degli albergatori ma un argomento in cui lottiamo per la città, perché quei soldi devono servire per il turismo e per la promozione, per l’interesse complessivo di Taormina nella propria interezza. Il bilancio comunale va sanato in altro modo, non lo diciamo noi ma la legge. Vanno individuati gli evasori, distinguendoli dagli elusori. C’è chi non paga perché volutamente intende sottrarsi al Fisco e chi non paga perché materialmente non ce la fa».

L’idea sul Palacongressi – «Leggiamo di alcune proposte e interessamenti o pseudo-tali ma di concreto non vediamo nulla, soltanto tante chiacchiere. Nessuno affronta in maniera concreta questo argomento. Avevo proposto nella passata legislatura, quando ero assessore, un project financing a costo zero per le casse comunali, che avrebbe risolto il problema, per superare la stagionalità e rendere meno spettrale la città d’inverno. Posso dimostrare a chiunque quel che era stato predisposto in maniera precisa e dettagliata, con la necessaria trasparenza. Oggi avremmo avuto un edificio già a norma e funzionale 12 mesi l’anno ma qualcuno non ha voluto. Il danno non è stato fatto a me ma al turismo e all’economia di Taormina. E, ad ogni modo, il Palazzo dei congressi dovrebbe intanto cambiare nome e andrebbe chiamato PalaTaormina, per esprimere anche un concetto più ampio sulla funzionalità e le varie opportunità che offre all’utenza quella struttura. In futuro questo palazzo potrà dare anche possibilità di occupazione, se gestito in maniera oculata, e magari si potrebbe tornare alle cooperative, con l’impiego dei giovani, a patto che non vi siano intromissioni della politica e i padrini di turno».

La destagionalizzazione – «Le polemiche che si ripropongono puntualmente sulla Taormina chiusa d’inverno non portano a nulla. Per prima cosa, per quanto riguarda gli albergatori, posso dire che nei mesi invernali sono sempre e comunque disponibili circa 1300 posti letto garantiti dalle strutture aperte, ai quali si aggiungono ulteriori 500-600 nel periodo natalizio. Non è vero, quindi, che tutto è chiuso e che il turista non trova nemmeno un hotel per venire qui. Un albergo quattro-cinque stelle non può dare una mezza-pensione a 35 euro, inoltre il costo aziendale di un valletto ammonta a 2400 euro al mese. Anziché stare a litigare e scaricare le colpe gli uni sugli altri, bisogna sedersi ad un tavolo e provare a riflettere e ragionare su cosa si può fare. Dal punto di vista turistico il centro si divide in varie zone, come San Pancrazio-Porta Messina, Corso Umberto, Porta Catania e poi ovviamente c’è tutta la zona a mare. Ogni zona ha le sue peculiarità. Il turismo non si improvvisa, è programmazione e gestione oculata del territorio e delle risorse. Mi auguro, infine, – conclude Mennella – che riapra in fretta la funivia, chiusa dallo scorso settembre. Vogliamo rassicurazioni, è importante che possa riaprire a Pasqua. Se cosi non potrà essere, allora scusiamoci con l’utenza e facciamolo con una cartellonistica adeguata, in due o tre lingue, non con un foglietto A4 attaccato a un muro che dà una pessima immagine della città».

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