Giardino di Casa Cuseni
Giardino di Casa Cuseni

La parte alta del giardino storico di casa Cuseni si rifà il look – La terrazza dei cipressi e dell’acanto come la chiamava Daphne Phelps, “custode” di Casa Cuseni per oltre sessant’anni, è stata perfettamente restaurata per aprirsi al pubblico. «La parte alta del giardino per noi ragazzi è stata una zona vietatissima – racconta Francesco Spadaro, direttore del Museo Casa Cuseni – Daphne ci impediva di avvicinarci per non disturbare Roger, un diplomatico francese che nel giardino trovava la giusta concentrazione per scrivere romanzi». Quello stesso Roger che a 85 anni dispose in testamento che sulla sua tomba si scrivesse non giornalista né scrittore, ma soltanto “taorminese”. Uno dei più grandi amanti di Taormina. «Ho scoperto che si trattava del famoso Roger Peyrefitte molto tempo dopo – continua Spadaro – quando nel 2000 Daphne mi informava che il suo amico scrittore, il “grande contestatore che aveva avuto guai con un paio di Governi e con la Santa Sede” era morto a Parigi».

“Per quasi vent’ anni ho scritto i miei libri a Taormina. Solo guardando quel mare riuscivo a lavorare” – Una vita trascorsa a Taormina, la sua. Quando i suoi impegni da diplomatico lo lasciavano libero Roger Peyrefitte si rifugiava a Taormina per dedicarsi alla scrittura. Rapito dai luoghi e dal clima scriveva: «La primavera ha una grazia che non ha altrove si differenzia solo di poco dall’inverno e non è che una delle tante sfumature della stagione che regna eterna su quest’isola baciata dal sole e lambita dalle acqua azzurre del Mediterraneo». Lavorava all’aperto, nel giardino di una casetta sulla rotabile per Castelmola in un angolo appartato della campagna. «Scelsi, per assicurare la tranquillità del mio lavoro, una casetta in via Rotabile Castelmola, all’estremità della città, dal lato della montagna – scriveva Peyrefitte – Avevo, inoltre, la vicinanza di un bosco di cipressi, nel quale andavo a lavorare a mio piacimento, avendo tutta un’attrezzatura a tal uopo: un sacco a pelo che stendevo per terra, un cuscino per appoggiarmi al fusto di un albero vicino e che aspirava con la lingua gocce di resina: era la Sicilia del tempo degli dei […]» . Peyrefitte ha firmato una delle più sublimi dichiarazioni d’amore alla nostra terra.

Ricordando Roger Peyrefitte ed a tanti altri scrittori che hanno cantato e raccontato Taormina, il Museo di Casa Cuseni ha aperto alla visita guidata anche la parte alta del giardino. Quel bosco di cipressi dove Roger Peyrefitte si rifugiava per scrivere i suoi romanzi.

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