Antonio Presti, presidente Fondazione Fiumara d'Arte
Antonio Presti, presidente Fondazione Fiumara d'Arte

Inizia a rivedere la luce dopo 40 anni il villaggio Le Rocce. La Città Metropolitana di Messina ha consegnato le chiavi dell’oasi al presidente di Fiumara d’Arte, Antonio Presti, dando contestualmente il via libera al mecenate messinese per i primi lavori di riqualificazione del complesso che si affaccia sulla baia di Mazzarò. In questa fase, per l’esattezza, il placet dell’ex Provincia concerne i previsti interventi di decespugliamento del villaggio.

Al via i lavori di decespugliamento – Per iniziare, dunque, ecco che verranno rimosse tutte le erbacce della vergogna che hanno trasformato Le Rocce in una giungla. Presti non vuole perdere tempo e si è già attivato con un’impresa specializzata per dare avvio a questi lavori che segnano, di fatto, il viatico verso una svolta che sino a poco tempo fa sembrava ormai impensabile per Le Rocce. La Città Metropolitana ha preso atto del doppio stop inflitto dall’Urega al project financing per un complesso alberghiero e lo scorso 6 febbraio ha dichiarato «la chiusura definitiva della procedura in questione». Adesso Presti dovrà provvedere a redigere il progetto definitivo ed il relativo piano economico finanziario: atti e passaggi fondamentali che la Città Metropolitana, come sottolineato dal Commissario straordinario Filippo Romano, «valuterà con la massima attenzione».

Addio al degrado e all’incuria – In un vecchio filmato del 1954 si diceva: «La Regione Siciliana sta facendo di Taormina soggiorno privilegiato, con una villeggiatura accessibile al turismo medio. Un esempio per il turismo internazionale; è un posto bellissimo, può essere importante per destagionalizzare il turismo”. A distanza di oltre 60 anni, Le Rocce sta per cominciare a liberarsi del degrado e l’incuria in cui è sprofondata e tra qualche anno potrebbe in qualche modo tornare a quegli antichi fasti. Il villaggio potrebbe nuovamente rappresentare un punto di riferimento per la zona a mare della città. Presti vuole rendere l’oasi “nuovamente fruibile e aperta alla gente».

In attesa del progetto definitivo – La Città Metropolitana, premesso, «il grande valore artistico, culturale e pedagogico della proposta di Presti», adesso attende il progetto e un approfondimento dei «profili giuridici e tecnici» dell’iniziativa, «sino a questo momento ancora allo stato di idea». E l’idea che Presti intende in tempi brevi tramutare in un progetto dettagliato è quella di un museo sul mare, un museo d’arte contemporanea cioè con espressioni artistiche di design contemporaneo all’interno del parco ambientale, e l’istituzione di una scuola d’eccellenza delle arti contemporanee dove gli studenti avrebbero la possibilità di gestire laboratori attivi non solo sulla creatività ma anche sulla gestione turistica del territorio stesso.

Il contributo del comitato “La Voce del mare” – Ad accompagnare e seguire da vicino l’azione di Presti c’è, in particolare, “La Voce del Mare”, il comitato dei residenti presieduto da Giovanni Aucello, che ha sostenuto l’idea del mecenate e contrastato il project financing alberghiero, esprimendo a più riprese la volontà ostinata di un recupero con destinazione pubblica dell’intera area che si affaccia sulla baia di Mazzarò. “La Voce del Mare” ha auspicato anche una presa di posizione del Comune di Taormina, a supporto del percorso ora in essere, e un’intesa con l’ex Provincia regionale, magari tramite uno scambio di cespiti, per far tornare a Taormina la proprietà del bene. Gli ultimi sviluppi sul villaggio Le Rocce rappresentano una notizia di straordinaria importanza. L’iniziativa di Presti ha ribaltato in extremis una storia che sembrava già scritta e promette la reale rinascita dell’ultimo paradiso taorminese sopravvissuto al cemento.

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