Disoccupato tenta di darsi fuoco – È salito sul tetto dell’Asp di Palermo, si è cosparso di benzina e ha minacciato di darsi fuoco. Luigi Cinà, 48 anni, era centralinista in una cooperativa al servizio dell’azienda sanitaria. Nel 2014 è arrivato il licenziamento. Dopo due anni di promesse l’uomo ha ceduto alla disperazione: si è arrampicato in cima al padiglione di via La Loggia, portando con sé una tanica di benzina, si è cosparso il corpo con il liquido infiammabile ma l’accendino si sarebbe inceppato. La polizia è arrivata in tempo per scongiurare la tragedia.

E’ solo l’ultimo episodio in ordine di tempo – Solo due giorni fa un ex autista di scuolabus, disoccupato dallo scorso luglio, aveva tentato di darsi fuoco nella sala giunta del comune di Marsala. Tempestivo l’intervento di alcuni dipendenti comunali che sono riusciti a spegnere gli abiti che lo avvolgevano. Non si è arrivati in tempo, invece, per salvare la vita a Ferdinando Bosco, un ex autotrasportatore di Villabate, che aveva perso il lavoro fisso dieci anni fa e da tempo cercava di sopravvivere con impieghi di fortuna. L’uomo la settimana scorsa si è ucciso a 54 anni dandosi fuoco all’interno della sua auto parcheggiata davanti al mercato ortofrutticolo del paese. Alla scena ha assistito la figlia diciannovenne, alla quale il padre aveva mandato l’ultimo sms: “Perdono, ti voglio bene”.

«La disoccupazione uccide occorrono azioni tempestive» è il grido di allarme lanciato dall’Anci – «La preoccupante escalation di suicidi ci spinge a sollecitare un vertice urgente in Prefettura per affrontare l’emergenza del lavoro. Le istituzioni devono far fronte in maniera concreta a questa emergenza sociale, ascoltando e riconoscendo un disagio che rischia di mietere molte vittime». E’ questa la reazione di Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia, dopo l’ennesimo tentativo di suicidio di un disoccupato a Palermo, che fa seguito ad altri episodi analoghi avvenuti nei giorni scorsi. «Il livello record di disoccupazione raggiunto resta inaccettabile – sostiene l’Anci Sicilia – semina paura e disperazione e rischia di trasformarsi in una vera e propria tragedia irreversibile che, invece, va affrontata con immediatezza e trovando soluzioni adeguate».

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