Antonio Lo Monaco, consigliere di maggioranza con delega sulla gestione dei rifiuti
Antonio Lo Monaco, consigliere di maggioranza con delega sulla gestione dei rifiuti

La difesa del consigliere – «Io mi sono impegnato e ci sono le prove. Presto porteremo il piano Aro in Consiglio comunale. Non ci sarà emergenza rifiuti a Taormina, troveremo le soluzioni per affrontare le problematiche». Lo ha dichiarato in aula il consigliere Antonio Lo Monaco, esperto del sindaco con delega all’Ecologia che nei giorni recenti è finito al centro delle polemiche sulle difficoltà che sta incontrando al momento la raccolta differenziata nella città del Centauro. «E’ doveroso – ha detto Lo Monaco – che io faccia chiarezza sulla situazione della raccolta rifiuti e la gestione del servizio ad oggi affidata ancora a Messinambiente. Il mio operato esiste e c’è e voglio spiegare a tutti qual’è il vero stato dei fatti. A suo tempo mi sono attivato nell’ottica dell’iniziativa Rifiuti Zero e siamo stati tra i primi Comuni a presentare il piano Aro il 14 novembre 2014. Con gli amici di Cinque Stelle e Legambiente ci siamo confrontati su alcune criticità e per questo abbiamo poi presentato un nuovo piano esecutivo accogliendo quelle varianti. Il 13 agosto 2015 è stato approvato ufficialmente a Palermo il piano Aro con un quadro economico che prevede una spesa complessiva di 3 milioni 200 mila euro. Ho anche raccolto le criticità da parte di qualche consigliere nella preparazione del capitolato secondo gli indirizzi della politica. Quel piano prevedeva una importante innovazione con la raccolta porta a porta spinta su tutto il territorio, e un’altrettanto grande novità consistente nell’affidamento a chi vince la gara l’affidamento del servizio di riscossione per ciò che concerne i tributi derivanti dall’ecologia. Questo quadro economico è stato predisposto per arrivare in Consiglio comunale. Era già tutto pronto».

Un impegno costante – «Poi c’è stato il cambio degli assessori. Ho proseguito comunque il mio impegno e non ho perso di vista il percorso. Una volta espletato un atto di indirizzo, la macchina amministrativa deve generare i relativi atti conseguenziali. Ho sollecitato agli uffici che alla scadenza del 31 dicembre Messinambiente non poteva essere più prorogata e che tutte queste proroghe non possono più essere tollerate dalla legge. Ho sottolineato l’esigenza di adoperarsi per affrontare questo problema ed espletare un bando attraverso l’Urega. Purtroppo, inspiegabilmente, si è andati in altra direzione. Ma quando faccio un bando negoziato per 6 mesi, per affrontare la fase cioè di transizione, io metto sul tavolo spese ben calcolate. L’Aro prevedeva, lo ricordo, una spesa di 3 milioni e 200 mila euro. E’ stata approvata una Tari da 4 milioni e mezzo. E’ chiaro che la mia premura per gli interessi generali cozza contro qualcosa e non si capisce perché. Al 30 dicembre 2015, al fine di evitare l’interruzione del servizio, si è dovuto fare ricorso ad una formula complicata con una proroga ulteriore di tre mesi a Messinambiente. Nel frattempo è stato preparato un bando già abortito sul nascere».

Il futuro – «Il pensiero dell’Amministrazione comunale è di fare decollare il piano Aro approvato, con un risparmio per tutti quanti. Il servizio oggi non funziona, la differenziata non funziona. E’ stata avviata sul territorio la raccolta degli olii usati ma noi non ne sapevamo nulla, e abbiamo scritto a Messinambiente chi li avesse autorizzati. Ci è stato risposto che noi siamo lo 0,5% e loro sono la società affidataria e comandano loro per la raccolta rifiuti».

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