Si chiude il cerchio sull’omicidio La Boccetta – I Carabinieri del Nucleo investigativo di Messina hanno arrestato due esponenti di spicco del clan Trischitta accusati di essere i mandanti dell’omicidio di Francesco La Boccetta. Era il 23 marzo del 2005 quando l’uomo venne ucciso con sei colpi di pistola. A distanza di oltre 10 anni si è riusciti a fare luce dell’omicidio. L’inchiesta denominata “Calispera”, coordinata dalla locale Direzione distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, ha permesso di individuare altri due mandanti dell’uccisione di Francesco La Boccetta che causò, nella primavera del 2005, una serie di omicidi e ferimenti. Una sanguinosa guerra di mafia scongiurata solo dagli arresti delle operazioni “Ricarica” e “Mattanza”, eseguite dai militari dell’Arma. Gli investigatori hanno inoltre eseguito numerose perquisizioni in vari quartieri della città, nei confronti di sospettati di appartenere alla criminalità organizzata.

Per l’omicidio di La Boccetta sono già stati condannati all’ergastolo Gaetano Barbera, uno degli esecutori materiali, e i mandanti Marcello D’Arrigo e Daniele Santovito. A loro, oggi si aggiungono altri due mandanti Giuseppe Pellegrino, 52 anni, e Angelo Bonasera, 54 anni. Fu una primavera di sangue quella del 2005 in riva allo Stretto. L’omicidio di La Barbera venne vendicato con un agguato sul viale Europa. Si aprì una vera e propria faida tra i gruppi di Pietro Trischitta e Giacomino Spartà.

I retroscena dell’omicidio La Boccetta – Grazie ai racconti del pentito Daniele Santovito, i militari coordinati dal Maggiore Ivan Boracchia sono riusciti sono riusciti a mettere insieme il puzzle e trovare il tassello mancante: il movente. La Boccetta, affiliato alla famiglia Trischitta, gestiva male il mantenimento dei detenuti e delle famiglie, vendeva partite di droga per proprio conto e nell’ultimo periodo si era avvicinato sempre più al clan di Santo Ferrante. Doveva essere fatto fuori. Il 23 marzo 2005 La Boccetta stava rientrando nella Casa di Accoglienza dove scontava i domiciliari quando due tipi, in sella ad una moto, lo avevano affiancato sparando a raffica.

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