Porto di Giardini Naxos
Porto di Giardini Naxos

E’ tutto pronto – «Ho parlato con il commissario della Tecnis. L’impresa ha comunicato la volontà di non rinunciare all’esecuzione dei lavori per il porto turistico». Lo ha dichiarato il sindaco di Giardini, Nello Lo Turco, che in questa prima fase dell’anno sta cercando di stringere i tempi per mettere a punto la questione del porto turistico nella seconda stazione turistica siciliana. C’è da chiudere, infatti, formalmente al più presto in via definitiva l’iter della conferenza dei servizi, nella quale il Comune ha già incassato da tempo il via libera degli enti territoriali preposti, e c’è soprattutto da definire la vicenda inerente l’impresa che dovrebbe realizzare i lavori per l’approdo turistico nel molo di Schisò. Lo Turco ha preso contatti con il professore Saverio Ruperto, (ordinario di Diritto civile all’università La Sapienza di Roma ed ex sottosegretario dell’Interno del governo Monti) nominato nei mesi scorsi dal prefetto Maria Guia Federico per la gestione straordinaria della Tecnis Spa, alle prese con problematiche di carattere giudiziario. «L’iter del porto non si bloccherà – ha confermato Lo Turco -. Il Commissario della Tecnis mi ha comunicato che intendono andare avanti con l’impegno preso nei confronti della città di Giardini. In ogni caso seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione. E’ in pubblicazione al momento l’iter che concerne il Via-Vas (la valutazione impatto ambientale e la valutazione ambientale strategica) presso la Regione, all’assessorato al Territorio ed Ambiente. Tra una quindicina di giorni, una volta concluso questa pubblicazione, procederemo ai passaggi conclusivi propedeutici a consentirci di avviare il cantiere». Nelle prossime settimane si potrà delineare, insomma, in maniera più chiara lo scenario e si potrà così comprendere se il 2016 potrà essere l’anno buono per avviare le opere attese da mezzo secolo nella baia di Naxos, dove comunque resta anche forte il malcontento degli ambientalisti.

Il parere contrario degli ambientalisti – Su questa opera a Giardini ci si è divisi, ad ogni modo, tra coloro che non vedono l’opera che partano i lavori e chi, invece, come gli ambientalisti, ritengono che non potrà avere un impatto incisivo sul rilancio del turismo e che, anzi, rischierebbe di deturpare l’aspetto paesaggistico attuale della baia. Lo Turco sostiene che «non ci sarà alcuna devastazione della baia e le opere verranno realizzate in modo compatibile e armonico con l’ambiente. Non è il momento di dividersi ma di dialogare – ha detto Lo Turco – per far sì che quest’opera diventi realtà. Siamo certi che il porto potrà determinare un rilancio importante del turismo di Giardini».

Taormina ha detto no al porto di Villagonia – Di certo c’è che mentre il porto di Naxos si farà (e sarà il porto del comprensorio), a Taormina la questione è ormai chiusa e la baia di Villagonia non sarà oggetto di alcun intervento per la nautica da diporto. «A Taormina non ci sarà nessun porto turistico, il nostro porto sarà quello che verrà realizzato a Giardini Naxos», è quanto ha detto il sindaco Eligio Giardina al governatore Rosario Crocetta che nelle scorse settimane aveva chiesto al primo cittadino «cosa avete deciso sul porto? Cosa volete fare?». «Nella baia di Villagonia non faremo niente – ha detto Giardina a Crocetta, chiudendo le porte in via definitiva a questa opera – perché la Giunta ed il Consiglio comunale si sono già pronunciati nei mesi scorsi e la decisione che abbiamo preso tutti insieme è quella di non far realizzare nessun porto a Villagonia e tutelare l’assetto ambientale della baia. Il porto di questo territorio sarà quello della vicina Naxos e questo nostro pensiero l’ho rimarcato anche al sindaco di Giardini. Vogliamo instaurare una sinergia operativa e turistica tra le nostre due comunità. Non è più tempo di campanilismi e individualismi. Bisogna ragionare tutti insieme». Crocetta, a sua volta, ha preso atto della comunicazione data da Giardina. «Fare due porti in aree contigue effettivamente mi sembrava una cosa priva di senso e ho voluto capire quale fosse la posizione della Città di Taormina – ha detto Crocetta -. Ad ogni modo un porto turistico in questo comprensorio ci vuole, perché questo genere di infrastruttura è in grado di attrarre il turismo di qualità ed è la tipologia di turismo di cui ha bisogno proprio l’hinterland di Taormina».

I progetti bocciati – A Taormina, nel settembre 2015, come si ricorderà, il Consiglio comunale di Taormina ha bocciato i due progetti a suo tempo presentati per il porto turistico a Villagonia. Maggioranza e opposizione hanno votato in quella occasione entrambe “no” alle proposte della RussottFinance e della K Tourism per la realizzazione di un approdo per la nautica da diporto nella baia taorminese. Il Civico consesso si è determinato allora sulla base di una delibera che ha espresso il parere contrario della Giunta sui due progetti. La casa municipale si è soffermata in particolare sull’impatto che avrebbero avuto le opere proposte sull’assetto naturalistico dell’area e «le notevoli volumetrie», che «se realizzate avrebbero effetti negati al territorio e al paesaggio e per l’eco sistema ambientale marino, senza tralasciare il contesto urbanistico che la baia di Villagonia riveste in quell’ambito». Il Comune si era poi soffermato anche sulle «altre volumetrie previste con l’occupazione di aree di proprietà delle Ferrovie dello Stato e che, allo stato, nessuna delle società proponenti dimostra di avere né l’uso né la concessione». La RussottFinance e la K-Tourism avevano rispettivamente presentato le loro proposte nel 2003 e da allora un lungo e complesso iter ha accompagnato a Taormina ben quattro legislature, sino al “no” espresso in conferenza dei servizi oltre al Comune anche da Sovrintendenza del Mare, Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina, Provincia di Messina e Genio Civile.

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