San Valentino e la sindrome di Bridget Jones
Una scena del film "Il diario di Bridget Jones"

L’Amore al tempo dei selfie – Fotografare la propria felicità è lecito, perseverare è diabolico. Apro i social network, come ogni mattina, e mi ritrovo inondata di selfie e post sull’Amore. Combatto l’irrefrenabile voglia di tornare a letto e abbracciare il mio cuscino con un litro di caffè. Connettendo quei due neuroni che mi sono rimasti dopo aver passato la notte tra le braccia di Gabriel Garko (effetto Festival di Sanremo), ovviamente nei sogni, mi ricordo che oggi è San Valentino. Il giorno più romantico dell’anno. Ho sempre pensato che l’Amore va celebrato ogni giorno. Invece ci sono quelli che se lo ricordano una volta l’anno di essere innamorati. Ed è una carrellata di cuoricini, frasi sdolcinate e selfie con “bocca a culo di gallina” corredati da dedica. Dopo aver fatto il pieno di zuccheri nonostante io il caffè lo prenda rigorosamente amaro comincio la mia giornata.

San Valentino tra storia e leggenda – Sappiamo per certo che il culto di San Valentino venne introdotto 496 da Papa Gelasio nel tentativo di cristianizzare il “Lupercus”, rito pagano della fertilità. Ma più controversa è l’associazione di questo Santo con l’Amore romantico. La leggenda vuole che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione, si innamorò della figlia cieca del guardiano Asterius. Valentino con la forza della sua fede restituì miracolosamente la vista alla fanciulla e, al momento dell’addio, prima della lapidazione, le lasciò un messaggio d’addio, firmandosi “dal vostro Valentino”, frase che sopravvisse al suo autore. Secondo una tra le tesi più accreditate, San Valentino sarebbe stata introdotta come festa degli innamorati grazie al circolo di Geoffrey Chaucer, che nel suo poema «Parlamento degli uccelli» associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. In ogni caso in Francia e Inghilterra, nel Medioevo, si riteneva che a metà febbraio iniziasse l’accoppiamento degli uccelli: evento che si prestava a far consacrare il 14 febbraio come la festa degli innamorati.

Fiori e cioccolatini – Io invece una mia idea me la sono fatta. Penso che questa festa sia stata inventata da qualche genio del marketing per far vendere cioccolatini, bigliettini, fiori. Sono una di quelle persone che odia i compleanni, le feste comandate… eh si anche il Natale. Lo so state pensando: «Come si fa a odiare il Natale?». Me lo sento ripetere ogni volta che me ne esco con questa esternazione. Ma torniamo a noi, mi viene l’orticaria alla vista di coppiette vestite eleganti che cenano a lume di candela, si sbaciucchiano sulle panchine paparazzati dal loro stesso cellulare, camminano mano nella mano e poi magari al risveglio sono due perfetti estranei. Non voglio generalizzare e soprattutto non voglio strappare, soprattutto alle più giovani, l’idea dell’amore romantico. Ma l’Amore è fatto di piatti nel lavandino, gare per chi occupa prima il bagno, litigi per il telecomando… anche il giorno di San Valentino.

Sopravvivere a San Valentino, si può! – Single di tutta Italia se come me non volete chiudervi in casa, prendendo una dose di sonnifero e abbandonarsi tra le braccia di morfeo per almeno 12 ore, anche perché quest’anno San Valentino cade di domenica e magari dopo una settimana di lavoro avete anche voi bisogno della vostra ora d’aria, mettetevi in macchina, musica a palla, e trascorrete qualche oretta con voi stesse. Una gita fuori porta è l’ideale, al mare o in montagna non fa differenza. Lunghe passeggiate e aria pulita vi riequilibreranno con il mondo. Se poi non avete proprio voglia di abbandonare il vostro pigiama: impacchi, maschere, e una rassegna di vecchi film possano fare al caso vostro. Se siete brave ai fornelli: impastate, cucinate, mangiate. Il cibo ha sempre un potere consolatorio (non abbonderei con dolci e l’alcool potreste pagare a caro prezzo i loro effetti). Se poi tutto questo non vi è stato granché di aiuto, un regalo è il miglior antidepressivo che conosca. Se deve essere la festa del consumismo che lo sia anche per noi single. Regalatevi una borsa, un libro, un rossetto, quella cosa più o meno costosa che avete sempre depennato dalla vostra whishlist perché ritenuta superflua, vi aiuterà a farvi tornare il buonumore. E poi l’indomani è sempre san Faustino…

«Quando l’amore viene il campanello suonerà» – Cantava Orietta Berti (tanto per restare in tema sanremese). E se proprio deve arrivare: «San Valentino intercedi per me e fa che arrivi presto, prima che diventi sorda all’amore».

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