Che la Sicilia fosse una “terra ballerina” lo sapevamo già – ma negli ultimi mesi le scosse di terremoto si sono moltiplicate facendo tremare tutta l’isola. Sebbene gli esperti rassicurano che si tratta di eventi fra di loro scollegati, la paura non fa dormire sonni tranquilli ai siciliani. La mappa dei terremoti disegnata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia mostra una fortissima attività nella parte orientale della Sicilia.

In due mesi sono almeno una quarantina gli eventi rilevanti – Solo pochi giorni fa uno sciame sismico ha interessato le provincie di Ragusa e Siracusa, risvegliando l’allarme nella popolazione. La più forte di magnitudo 4.6 con epicentro a quattro chilometri di profondità è stata avvertita in tutta la Sicilia orientale. Ma il bollettino dall’Ingv non è rassicurante. Un terremoto di magnitudo 2.2 era stato registrato il 5 febbraio nel catanese; una scossa nello Jonio il 30 gennaio; fra Palermo e Caltanissetta il 23 gennaio; alle isole Eolie il 21, fino ad arrivare allo sciame sismico registrato nel palermitano a Natale. Più di quaranta scosse hanno fatto ballare l’isola negli ultimi due mesi.

L’ultima in ordine di tempo si è registrata al largo di Taormina – Un terremoto di magnitudo 3.3 si è alle 2.38 della notte di ieri nelle acque dello Stretto di Messina. L’epicentro è stato localizzato, dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a una profondità di otto chilometri e a una distanza di circa dieci Km dalla costa di Giardini Naxos e undici da Taormina e Letojanni.

Problemi di sicurezza – I sismologi continuano a ripetere che si tratta di eventi imprevedibili. Significa che la sedia su cui siete seduti può tremare in qualsiasi momento. I consigli su “cosa fare in caso di terremoto” sono noti a tutti: “Ripararsi sotto il tavolo, non usare le scale e l’ascensore, ecc…”. Ma possiamo fare qualcosa di più: prevenire. Come? Mettendo in sicurezza il nostro territorio. Costruendo le nostre case con materiali antisismici. In territorio, come quello del comprensorio jonico messinese, che frana ad ogni starnuto meteorologico, con interi paesi costruiti su terreni a rischio, c’è poco da stare tranquilli. Se questo si combina però con le recenti normative antisismiche (la prima è del 1974) si capisce quanto le nostre case possano essere vulnerabili agli effetti dei terremoti che rischiano di risultare devastanti anche in caso di eventi a bassa intensità. Molti di voi a questo punto si faranno una risata sentendosi al sicuro nelle proprie abitazioni. Ma vi domando: “Lo siete anche negli uffici pubblici? Le scuole dei vostri figli rispettano le normative antisismiche?” Molti degli edifici scolastici del comprensorio jonico sono stati costruiti prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche e in buona parte non si è ancora provveduto all’adeguamento delle vecchie strutture.

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