Anna Abramo, direttore della riserva naturale Isola Bella
Anna Abramo, direttore della riserva naturale Isola Bella

Necessaria una sinergia – «Su Isola Bella non servono polemiche ma sinergie e iniziative da portare avanti tutti insieme. Noi siamo qui per ottemperare alla volontà dell’assessorato ma soprattutto intendiamo lavorare in sinergia col territorio di Taormina ed in primis col Comune». Lo afferma l’avvocato Anna Abramo, direttore di Isola Bella, che così interviene sulla vicenda che tanto sta facendo discutere in questi giorni del ticket d’ingresso alla Riserva naturale. A giorni dovrebbe arrivare una decisione definitiva dell’assessorato al Territorio ed Ambiente, che potrebbe fare un passo indietro proprio sul ticket a pagamento per l’accesso all’oasi. Sono ore cruciali e già nei prossimi giorni, a quanto pare, la Regione potrebbe ufficializzare la decisione di non introdurre il biglietto per la Riserva, optando a quel punto per uno scenario alternativo che introdurrebbe una modifica sul biglietto in essere all’isolotto (già in vigore da tempo). Quest’ultimo ticket verrebbe, in sostanza, incrementato con una ripartizione delle risorse tra i due assessorati al Territorio ed ai Beni Culturali.

Il direttore di Isola Bella risponde alle critiche – Intanto la responsabile della Riserva taorminese gestita dal Cutgana fa il punto e replica alle critiche piovute sull’ente gestore. «Noi – spiega l’avvocato Abramo – ottemperiamo alla volontà dell’assessorato. Vale per prima e vale per adesso, noi siamo qui per recepire e attuare le direttive. Ciò premesso, vogliamo affrontare tutte le vicende di Isola Bella in sinergia col Comune e siamo già in contatto, in tal senso, col vicesindaco Mario D’Agostino. L’intento della Regione non era quello di limitare o aggravare una situazione già complessa e difficile nel territorio taorminese ma di introdurre, invece, una importante opportunità di crescita nel contesto dell’ecoturismo che è sempre più in auge a livello internazionale. Sono state usate espressioni improprie come “voler fare cassa su Taormina” ma non è così. Nessuno voleva fare profitto ma soltanto caratterizzare meglio Isola Bella nell’ottica di un circuito internazionale di riserve dove si fa ecoturismo».

I termini del decreto della discordia – «Nel decreto – continua la dott.ssa Abramo – non viene prevista l’istituzione di una cassa a profitto della Regione. In quel dispositivo si evidenzia che con le entrate l’ente gestore ha poi l’obbligo di impiegare il tutto per migliorare la conservazione e la difesa paesaggistica e per qualificare meglio la fruizione dei luoghi, per effettuare la pulizia e il controllo della Riserva, per dare all’utenza informazioni su come poter vivere l’area naturalistica. Parliamo insomma di un’opportunità economica, turistica, ed anche occupazionale, con laboratori ed iniziative anche al di fuori della Riserva per andare a migliorare situazioni in sintonia con Isola Bella stessa, come i percorsi naturalistici che collegano la zona a mare con il centro storico. Il percorso in discussione è quello per un potenziamento delle riserve con obbligo sancito nel decreto di impiegare, pertanto, quegli introiti sul territorio in termini di servizi. L’ente gestore dovrebbe occuparsi non delle moto d’acqua ma di ben altre problematiche. L’obiettivo deve essere quello di vigilare per la conservazione paesaggistica del bene e ottimizzare la fruizione dell’oasi».

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