Le mani della criminalità organizzata sulla vita notturna della Perla dello Jonio – Alcune discoteche di Taormina e Giardini Naxos, unitamente a quelle del Catanese, erano al centro degli affari del clan Laudani al quale i carabinieri di Catania – su indagini coordinate dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catania –  hanno inferto nei giorni scorsi un duro colpo con una maxi-operazione che ha portato a 109 ordinanze di custodia cautelare. La movida nei due centri turistici era, dunque, oggetto di infiltrazioni criminose e si trovava sotto il controllo della potente cosca etnea. Il particolare è contenuto agli atti dell’inchiesta “I Vicerè”. Gli inquirenti hanno accertato che alcuni locali “sarebbero stati sotto il controllo del clan dei ‘Mussi ‘ri ficurinia’ che avrebbero ottenuto denaro a titolo di estorsione e la gestione in regime di monopolio della vendita della droga all’interno dei locali in particolare ecstasy”.

“Raccolta di denaro a tappeto” – La movida rientrava nel più ampio contesto di quella che è stata definita dal procuratore della Repubblica di Catania, Michelangelo Patanè “una raccolta di denaro a tappeto”, con “avvenuto inserimento nel tessuto economico, dall’edilizia al commercio all’ingrosso di carne sino a grande imprese della distribuzione commerciale”. “E purtroppo – ha aggiunto il procuratore – c’era anche qualche infiltrazione negli apparati istituzionali”. Un’inchiesta rivelatasi estremamente difficile e resa ancor più complicata dal fatto che le vittime non sono state di grande aiuto e in molti casi hanno negato di essere sottoposte al pagamento del pizzo o si sono limitate ad ammettere l’estorsione ma non hanno fornito alcun elemento utile per l’identificazione dei responsabili.

Le parole del pentito – Determinanti sono state le rivelazioni del pentito Giuseppe Laudani ai magistrati della Dda di Catania, che ha raccontato agli inquirenti le modalità di vendita degli stupefacenti. «La famiglia Laudani, in senso stretto, aveva il controllo, organizzava e disponeva soprattutto gli affari più rilevanti – ha spiegato il Procuratore Patanè – ma sul territorio c’erano tante organizzazioni minori che con una qualche autonomia operavano soprattutto nel campo delle estorsioni e nel traffico degli stupefacenti».

Zona jonica sotto scacco – Da almeno un decennio, a quanto pare, alcune discoteche di Taormina e Naxos erano finite sotto estorsione. Il pentito ha fatto riferimento ad uno degli arrestati, originario di Giarre, del quale ha parlato in termini di “totale sottomissione” ed asserito che tale “sottomissione” risalirebbe al 2004. Riflettori puntati, dunque, sulla vita notturna di Taormina e Giardini, che si conferma oggetto di stretta attenzione da parte delle Forze dell’Ordine. Carabinieri, Polizia e Finanza stanno monitorando da vicino la situazione ed hanno posto in essere a più riprese indagini e blitz contro soggetti dediti ai traffici di droga.

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