Da spreco a risorsa – Ventiquattro famiglie in gravi difficoltà economiche aiutate con la donazione di beni alimentari, dieci giovani disoccupati assunti per un anno, risparmi fiscali per le aziende che aderiranno. Sono i punti principali dell’innovativo progetto “Tao Social Market”, promosso dall’associazione Penelope e presentato questa mattina al centro Filarmonico di Savoca, uno dei cinque comuni del Distretto di Taorminache hanno già aderito. Gli altri quattro sono Graniti, Francavilla, Cesarò e Moio Alcantara. Al tavolo dei relatori il presidente dell’associazione Penelope, Giuseppe Bucalo, il presidente della Cooperativa Sociale “Cuore Matto”, Cettina Restuccia, e il presidente del Comitato Jonico Beni Comuni, Salvuccio Irrera. Per l’Amministrazione comunale di Savoca sono intervenuti l’assessore ai Servizi Sociali, Maria Carmela Miuccio, e il sindaco Nino Bartolotta. Il progetto “Tao Sociale Market” è stato finanziato dal Dipartimento della gioventù nell’ambito dell’avviso “Giovani per il sociale”.

Come funziona il progetto – Per un anno i giovani assunti dalla cooperativa sociali “Cuore Matto” si occuperanno di raccogliere i beni alimentari in eccedenza o non più commerciabili (per esempio, per difetti di confezionamento) da supermercati e attività ristorative. Dopo la raccolta e la selezione, i beni saranno distribuirli alle famiglie in grave condizione di disagio economico-sociale, segnalate alla cooperativa dagli uffici sociali dei comuni coinvolti. Un meccanismo virtuoso che innesca nuove pratiche rispetto al collaudato ma poco efficace sistema assistenzialistico. Ogni famiglia riceverà periodicamente un “pacchetto” di aiuti confezionato misura, in base alle esigenze espresse. Un modo per evitare sprechi e offrire un sostegno più adeguato alle reali necessità. Parte dei beni raccolti, inoltre, sarà destinato alle mense sociali. Valore aggiunto del progetto è costituito dalla scelta di privilegiare nella realizzazione delle attività l’assunzione di giovani “under 36” in situazione di fragilità sociale e con difficoltà di inserimento nel contesto lavorativo. Sono già dieci i giovani coinvolti che presteranno servizio per un anno.

I vantaggi per chi aderisce – Anche le attività commerciali riceveranno, a loro volta, un beneficio dall’adesione al progetto. Le donazioni, infatti, possono comportare per le aziende agevolazioni di natura fiscale. Il progetto ha ricevuto il finanziamento per un anno di attività ma l’auspicio dell’associazione Penelope è che le amministrazioni possano proseguirlo anche in futuro, utilizzando le competenze acquisite in questo lasso di tempo e il personale attualmente a disposizione degli enti locali, come per esempio i lavoratori ex articolisti. I costi, in questo modo, sarebbero pressoché azzerati. “Si tratta di un’idea innovativa, almeno per il contesto jonico – ha spiegato il presidente dell’associazione Penelope, Giuseppe Bucalo –  che vuole spingere le amministrazioni comunali ad abbandonare la strada fallimentare degli aiuti economici una tantum o delle elemosine occasionali e caritatevoli di generi di prima necessità, per creare un vero e proprio sistema di lotta allo spreco alimentare e una distribuzione di alimenti, legata al reale fabbisogno delle famiglie, e capace di coprirne in larga parte le esigenze”.

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