Giardini Naxos, Consorzio Rete Fognante
Giardini Naxos, Consorzio Rete Fognante

Consorzio della Rete Fognante sempre più verso l’ampliamento ad altri Comuni. Mentre il sindaco di Castelmola, Orlando Russo, propone l’adesione di Mongiuffi Melia e Gallodoro, spuntano adesso altre candidature. Anche Calatabiano, in particolare, sarebbe interessata ad aderire al complesso consortile per la depurazione delle acque. E analoga candidatura è arrivata, invece, sul versante jonico dal Comune di Forza d’Agrò. Il Consorzio potrebbe, quindi, presto ampliarsi ben oltre l’attuale e consolidato assetto a quattro che vede attori protagonisti dell’ente Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola.

Intanto verrà modificato lo statuto. Si va verso un riassetto generale che dovrà, per forza di cose, prevedere poi apposite garanzie in termini funzionali per non fare andare in tilt gli impianti di contrada Pietre Nere (Giardini) e di contrada San Filippo (Letojanni). Il primo passaggio sarà, in ogni caso, la modifica dello Statuto che a breve decreterà la ricomposizione del Cda, di cui faranno parte soltanto i sindaci dei Comuni e che a loro volta affideranno la guida poi ad un manager. E, a tal proposito, bisognerà vedere se dal “cilindro” uscirà un nuovo nome per la presidenza o se, invece, verrà confermato proprio Raneri.

Priorità alla situazione finanziaria. Intanto, bisognerà sistemare i conti del Consorzio Rete Fognante che resta alle prese con l’assenza di liqudità di cassa e con l’atavica questione delle somme che i quattro Comuni devono versare all’ente consortile come pagamento delle rispettive quote dovute. In questa fase si stanno guardando i numeri e le situazioni pendenti, volgendo lo sguardo all’indietro, addirittura andando al lontano 2003.Ad ogni modo si parla di pendenze ormai abbastanza ben delineate che vedono Taormina in arretrato di 900 mila euro, un milione e cento mila euro invece per quanto concerne i mancati versamenti di Giardini Naxos, 600 mila euro riguardando Castelmola e 200 mila euro Letojanni.

L’incubo dei contenziosi. Infine, c’è da fare i conti con i contenziosi che non lasciano respirare il Consorzio e restano una “spada di Damocle” sul futuro dell’ente che si occupa del ciclo delle acque. I prossimi giorni, intanto, diranno se potrà diventare davvero realtà la prospettiva dell’allargamento a sei o addirittura ad otto dei Comuni facenti parti del Consorzio. Soprattutto Caltabiano spinge sull’acceleratore per verificare questa soluzione che spingerebbe oltre la zona prettamente taorminese dell’Alcantara i confini del complesso consortile.

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