Frontiere europee

Un miliardo di euro, a tanto ammonta lo stanziamento che l’Unione Europea, per il tramite della Commissione, ha intenzione di mettere a disposizione delle imprese e delle amministrazioni interessate a sviluppare progetti finanziabili, tesi a favorire i “rapporti di buon vicinato” con gli Stati Terzi confinanti. Come si desume dalla comunicazione diffusa il 7 gennaio scorso, le priorità del programma sono diverse ed articolate. Si va dallo sviluppo delle PMI alla tutela dell’ambiente, passando per la lotta contro la povertà e la gestione delle frontiere.

L’intervento della Commissione cade in un periodo storico in cui si parla su più fronti di una rivisitazione del Trattato e di una mitigazione o addirittura dell’abolizione dell’accordo di Schengen. Forse proprio perché una simile prospettiva sarebbe economicamente difficile da digerire per il bilancio dell’Unione (l’abolizione di Schengen comporterebbe, secondo la stima diffusa da France Strategie “Les conséquences économiques d’un abandon des accords de Schengen” un costo di circa 100 miliardi di euro in dieci anni), la Commissione ha accelerato l’impulso ad un ulteriore sviluppo regionale nelle regioni di confine.

Sono 30 gli Stati potenzialmente interessati dal nuovo programma (Armenia, Georgia, Repubblica di Moldova, Bielorussia, Ucraina, Russia, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Palestina, Tunisia, Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Svezia, Ungheria, Slovacchia, Norvegia e Turchia). Si prevede che i progetti che verranno favoriti saranno quelli finalizzati a promuovere uno sviluppo sostenibile lungo le frontiere marittime e terrestri dell’Unione.

Da dove vengono i soldi? I finanziamenti erogati sulla scorta di questo programma provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dallo strumento europeo di vicinato (ENI). Per quanto riguarda il programma ENI, istituito con Regolamento del Parlamento e del Consiglio 232 del 2014, questo consiste in uno strumento di sostegno diretto alle politiche esterne dell’Unione Europea, inteso a realizzare uno spazio di “prosperità condivisa e di buon vicinato” tra l’Unione ed i paesi partner.

L’intento di ENI è quello di perseguire la cooperazione, la pace, la sicurezza e l’impegno comune a favore dei valori universali della democrazia, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani. ENI ha una ricca dotazione finanziaria. Per il periodo 2014-2020, infatti, l’Unione prevede di impiegare la somma totale di € 15.432.634.000,00.

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