Maxi- blitz dei Carabinieri contro il clan Laudani – storico alleato a Catania della cosca Santapaola- Ercolano. Ben 109 gli ordini di arresto in Italia e all’estero. Oltre 500 i militari del Comando provinciale di Catania e unità specializzate, che, dalle prime ore del mattino, hanno eseguito il provvedimento restrittivo emesso dal Gip etneo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Le accuse sono associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, detenzione e traffico di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi ed altri reati.

Al centro dell’organigramma tre donne – Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, hanno consentito di ricostruire l’organigramma del clan, considerato una delle più ramificate e pericolose cosche criminali operante nel catanese. A finire in manette l’intera famiglia di sangue dei Laudani, tra cui il capo Sebastiano. Azzerata la cupola del clan a Giarre e Piedimonte. Tra gli arrestati anche Nino Puglia, volto storico della movida catanese e taorminese. Un ruolo chiave era ricoperto da tre donne. Vere e proprie “boss” del clan che – secondo i carabinieri – erano in “grado di dirigere le attività criminali della “cosca” secondo le direttive impartite dai vertici ed occupandosi anche della gestione della “cassa comune” e del sostentamento economico delle famiglie degli affiliati detenuti”.

Affari e attentati dello spietato clan – Tra tradizionali affari del clan Laudani le estorsioni, praticate “in modo capillare e soffocante” ai danni di imprese e attività commerciali del territorio. Non sono mancati attentati alle attività produttive e aggressioni agli imprenditori. I Mussi i Ficurinia (così chiamati i Laudani) sono stati i protagonisti delle sanguinarie e cruente faide degli anni Ottanta e Novanta, con saldi legami anche con la ‘ndrangheta reggina.

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