Suoli Pubblici

Seduta congiunta di prima e quarta Commissione consiliare venerdì sul tema scottante dei suoli pubblici – Come anticipato nei giorni scorsi, aspettando la definizione (appuntamento a quanto?) del nuovo regolamento ed il successivo dibattito e voto in Consiglio comunale, a Palazzo dei Giurati si è fatta strada l’ipotesi di un’ordinanza sindacale per varare un provvedimento ponte. Anche qui però non tutti sembrano convinti di questa soluzione. «Bisognerà valutare con attenzione come muoversi» – spiega il presidente della Quarta Commissione consiliare, Alessandra Caltabiano. «Il rischio è che una eventuale ordinanza possa essere impugnabile con una certa facilità al Tar da chi eventualmente vorrà contestare il provvedimento e la relativa concessione di suolo pubblico. E’ una questione sulla quale, ad ogni modo, bisogna sedersi e trovare una soluzione in tempi brevi. Siamo praticamente già alle porte della stagione turistica – continua la Caltabiano – e la gente aspetta di capire come dovrà regolarsi, di quanto suolo potrà disporre e che materiali potrà utilizzare».

Concessioni per 5 anni? – Il timore è che un’ordinanza possa essere oggetto di una pioggia di ricorsi al Tar e allora l’obiettivo è quello di provare a blindare il provvedimento. Stando a quanto si ipotizza, nello specifico, nella bozza dell’ordinanza in discussione «la concessione o autorizzazione avrà la durata massima di 5 anni, ed al termine del periodo di consentita occupazione, qualora la stessa non verrà rinnovata, il titolare della concessione avrà l’obbligo di lasciare libero il suolo occupato ed eventualmente, qualora se ne verifichi la necessità, di eseguire a sue cure e spese tutti i lavori per la rimozione delle opere installate e del ripristino del suolo pubblico, entro e non oltre 30 giorni». «Costituirà – si legge ancora nel documento – pregiudiziale causa ostativa al rinnovo e al rilascio della concessione, l’eventuale morosità del richiedente nei confronti del Comune per debiti di carattere tributario ed extra.tributario».

Il problema delle piazzette – Chi vorrà la concessione del suolo dovrà essere, insomma, perfettamente in regola col pagamento dei tributi. Ma in questa fase il problema non concerne le tasse ed è ben altro: ci sono tante situazioni spinose da regolamentare che riguardano piazze e scalinate dove nel tempo sono stati concessi suoli su spazi decisamente più grandi della superficie interna delle attività e in delle aree dove oggi la gente stessa a volte fa fatica a ritagliarsi uno spazio pedonale per passare. «Troppe zone, troppe piazzette e viuzze, sono state praticamente privatizzate e bisogna fare chiarezza», aggiunge Caltabiano. Per quanto attiene la misurazione di piazze e scalinate la possibile ordinanza in discussione prospetta la necessità che i suoli vengano «delimitati con fioriere di foggia semplice realizzate in ferro battuto», «provvisoriamente ancorate sul suolo». Il tutto, ovviamente, all’interno della perimetrazione concessa dall’ente locale e con spese a carico di chi avrà la concessione. In oggetto all’area da concedere, ricadente su sede stradale e piazze, che non facciano parte di Ztl e di eventuali isole pedonali, verrà consentita “l’occupazione per il 50% dell’intera superficie, e lo stesso vale per le scalinate.

Tutti in attesa – L’argomento tiene col fiato sospeso gli operatori economici, grandi e piccoli, del commercio taorminese, oltre 500, che animano un settore dove è sempre stato difficile mettere d’accordo tutti e dove anche stavolta il copione sarà senza dubbio lo stesso. Le prossime giornate diranno se la politica riuscirà a trovare il modo di iniziare a mettere ordine nella “giungla” dei suoli pubblici. E’ una questione sin qui caratterizzata da una infinità di rinvii e slittamenti, e nella quale la morale della favola è che le varie amministrazioni mostrano il braccino del tennista per la paura di scontentare i potenziali elettori a seconda del suolo pubblico che viene poi concesso o meno.

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