Carnevale siciliano

La magia delle maschere – La più antica era Peppe Nappa, la più recente quella dei “Carretti siciliani” vincitrice al Carnevale di Venezia 2016. Le maschere della tradizione carnascialesca siciliana hanno cambiato colori e forme ma non hanno perduto la loro forza evocativa. L’arte di travestirsi indossando maschere, copricapi e costumi ha origine antiche da rintracciarsi nelle festività religiose pagane, in cui ci si mascherava per scacciare gli spiriti maligni. Nei secoli la magia del rituale ha lasciato il campo a forme di divertimento popolare.

Chi conosce Peppe Nappa? – Un servo sciocco con la propensione a cacciarsi nei guai che indossa corta giacchettina azzurra con grandi bottoni, calzoni lunghi fino alla caviglia, un cappello dalle falde rialzate, scarpe bianche con fibbie e fascia al collo. La più antica maschera siciliana, a quanto pare, sembra essere stata dimenticata dalle generazioni dei manga giapponesi, dei ninja, delle varie Peppa pig e principesse Disney. Ma non tutto è perduto: la tradizione siciliana ha trionfato al Carnevale di Venezia.

Un carretto siciliano in maschera al Carnevale di Venezia – L’idea di Guglielmo Miceli e Salvatore Occhipinti di portare a Venezia due abiti ispirati al tradizionale carretto siciliano si è aggiudicata il premio “La maschera più a tema del Carnevale 2016”. Un anno di duro lavoro per trasferire su abiti di velluto rosso gli ornamenti tipici del carretto siciliano. Il risultato è stato davvero eccezionale: bardati e agghindati di tutto punto, accompagnati da un inebriante profumo di zagara, i due siciliani sono sbarcati a Piazza San Marco ottenendo il plauso della giuria lagunare. L’abito nobiliare con richiami al carretto siciliano ha centrato il tema di questa edizione del carnevale veneziano “Creatum, dalle arti alle tradizioni”.

“U Carnalivari” in Sicilia – In Sicilia è un’antica tradizione risalente al 1600. A “Carnalivari”, periodo storicamente collocato tra Epifania e Quaresima, ci si trucca, traveste e acconcia per dimenticare i problemi quotidiani. Le piazze, le strade, i parchi diventano un grande palcoscenico su cui va in scena il divertimento. Una grande sfilata di maschere, colori e carri di cartapesta, costruiti con arte e mestiere, raffiguranti fatti e volti che le cronache locali e nazionali, ogni anno, ciclicamente, non mancano di suggerire. Da Acireale a Termini Imerese, passando per Sciacca sono tanti i comuni siciliani in cui si festeggia il Re Burlone. Tantissimi paesi più o meno piccoli si scatenano in sfilate e manifestazioni allegre e colorate. Costumi fantasiosi dalle tinte accese ed ornati di piume e lustrini, faccioni di cartapesta dalle fisionomie bizzarre hanno sfilato domenica anche in alcuni centri della riviera jonica. Oggi si replica a Taormina, Letojanni e Santa Teresa di Riva. Buon divertimento!

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