Sbarra via timeo

La sbarra di via Timeo al centro delle polemiche – Posizionata dall’ex Amministrazione, poi danneggiata a più riprese da una serie di atti vandalici e infine ripristinata dall’attuale Esecutivo con un impegno di spesa di 24 mila euro, questa sbarra serve – almeno in teoria – ad impedire l’accesso veicolare in piazza Santa Caterina e Corso Umberto.

Il rituale di chi aggira il problema – Si tratta di una razionalizzazione dei flussi lungo un percorso che si articola da Palazzo Corvaja sino al salotto di Taormina, dove spesso auto e scooter disturbano i passanti, turisti e residenti, presenti nella città del Centauro. Il problema è chiaro: se da un lato l’iniziativa è un passo avanti verso la tanto chiacchierata pedonalizzazione del centro storico, dall’altro i residenti stessi si mostrano un po’ sofferenti alla presenza della sbarra e ritengono sia stata una spesa inutile. Gli unici (sulla carta) ad essere autorizzati al passaggio, in base alla vigente ordinanza, sono i residenti in zona e i tassisti, oltre che ovviamente le Forze dell’Ordine. Ma dalla sbarra passano molto spesso anche coloro che non hanno il permesso e ai furbacchioni basta semplicemente posizionarsi dietro a una vettura autorizzata, aspettare che la sbarra si alzi e a quel punto superare subito il varco. Ed ecco che il gioco è fatto e la beffa è servita.

I pareri discordanti dei taorminesi – «E’ stato uno spreco di risorse pubbliche – commenta un cittadino – e basta solo aspettare chi ha il pass per passare senza essere multati con la propria autovettura, rendendo inutili i soldi spesi per la sbarra, per il lettore, per il semaforo e la segnaletica). E i mezzi a due ruote fanno la gincane attraverso i paletti senza essere multati rendendo inutili i soldi spesi per i paletti anti-motorino e relativa segnaletica. Era meglio lasciare tutto allo stato originale allora». «Se c’è la sbarra, divieto di transito e parcheggio, perché aver piantato tutti quei paletti?», aggiunge qualcun altro. Ma c’è chi invece sottolinea: «E’ solo una questione di educazione civica, il divieto c’è ed è giusto così. Sta a noi cittadini rispettarlo».

L’ordinanza incompiuta – Non vi è dubbio che le tante auto che per tanto tempo sono transitate liberamente in zona hanno rappresentato un fastidio per i visitatori di Palazzo Corvaja e del limitrofo Teatrino Romano e per chi si trova in Corso Umberto. Fatto sta che la sbarra ha risolto solo in parte questo problema e sin qui è stata una risposta a metà agli obiettivi complessivi che si era posta l’ordinanza. Ovvero: 1) l’impossibilità al transito di tutti mezzi, tranne quelli regolarmente autorizzati, consentendo ai turisti di visitare in assoluta tranquillità il Palazzo Corvaja sede fra l’altro anche di mostre, nonché del Teatrino Romano; 2) salvaguardare l’incolumità dei pedoni, dato che al momento rischiano di essere investiti dai mezzi in transito nella strada, con danni a terzi cui l’ente locale sarebbe chiamato a sostenere. Intanto i furbacchioni gongolano: e non sono nemmeno pochi.

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