Khaled al-Saad, l'archeologo che fu ucciso dall'Isis
Khaled al-Saad, l'archeologo che fu ucciso dall'Isis

Lo scorso 4 febbraio, nel salone di Villa Malfitano, dinanzi ad un qualificato quanto attento pubblico, si è svolta la presentazione dell’ultimo lavoro di Paolo Matthiae, professore emerito alla Sapienza di Roma e Socio Nazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei, più semplicemente noto per aver scoperto Ebla, la più antica città del Mondo. Non occorre essere archeologi per sapere che lo scavo di Tell Mardikh, nella Siria settentrionale, e la sua identificazione con l’antica Ebla sono uno dei vanti della ricerca italiana. La fama del prof. Paolo Matthiae, del resto, valica i confini del ristretto ambito degli orientalisti, per la portata eccezionale delle sue scoperte, la passione profusa in quasi cinquant’anni di ricerche sul terreno e la non comune capacità divulgativa. Relatori della giornata sono stati il prof. Sebastiano Tusa, Sovrintendente del Mare, il prof. Valerio Massimo Manfredi e il Direttore del Museo Archeologico “Antonino Salinas”, la prof.ssa Francesca Spatafora. Ad assistere, in sala, tanti archeologi e tanti specialisti nei beni culturali. La presentazione del lavoro del prof. Paolo Matthiae, «distruzioni saccheggi e rinascite, gli attacchi al patrimonio artistico dall’antichità all’Isis» e la relazione del prof. Massimo Valerio Manfredi, due lezioni magistrali, hanno incantato il numeroso pubblico, giunto fin qui anche per un’altra notizia che verrà data nel corso della manifestazione: «la nuova saletta dei sarcofagi fenici della Cannita al Museo Archeologico “Antonino Salinas” di Palermo sarà intitolata a Khaled al-Asaad, archeologo e curatore del sito archeologico di Palmira (Siria), barbaramente trucidato dai terroristi dell’Isis il 18 agosto scorso».

Applausi a non finire, anche perché in quel momento, a Villa Malfitana, a Palermo, Khaled al-Asaad riviveva tra i suoi amici, con le parole del prof. Massimo Valerio Manfredi, nei ricordi del prof. Paolo Matthiae e di Sebastiano Tusa, entrambi direttori di missioni archeologiche all’estero ed entrambi suoi amici. Ed è stato proprio il prof. Sebastiano Tusa, che a conclusione dei lavori, darà un secondo annuncio, estremamente importante per la città di Taormina: «un’altra città ricorderà l’archeologo di Palmira, e lo farà con una grande manifestazione nella quale verrà consegnato un premio internazionale intitolato a Khaled al-Asaad».

Dinanzi ad un grandissimo pubblico, continua il prof. Sebastiano Tusa, «il Museo della Città di Taormina ed il Festival delle Narrazioni NaxosLegge, hanno ideato un premio internazionale ai Custodi della Bellezza, intitolandolo alla Memoria di Khaled al-Assad, che di questa bellezza è stato custode ma anche martire». «Siamo molto commossi – dichiara il direttore Franco Spadaro – Quando hanno annunciato l’iniziativa che parte dal Museo di Casa Cuseni, parte del pubblico si è alzata e tutti hanno applaudito il nostro premio “ai custodi della Bellezza”. In quel momento – continua – abbiamo avuto la contezza di quanto il mondo scientifico internazionale sia legato alla figura di Khaled al-Asaad, di quanto è importante la preservazione della nostra identità, ma anche la difesa delle diversità culturali. Questo è il nostro modo per ricordare Khaled al-Asaad e per far capire ai giovani che la costruzione del nostro futuro avviene con la salvaguardia della nostra memoria, del nostro passato. Ed è bello, pensare che questo pensiero, parte proprio da Taormina». Riserbo assoluto da Casa Cuseni che non ha ancora comunicato il nome di questa celebrità a cui verrà consegnato il premio in giugno 2016, nel corso del Festival del Viaggio che si terrà proprio a Casa Cuseni la prossima estate, in attesa della necessaria ufficializzazione governativa.

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