Campetto abbandonato

Degrado e incuria sempre più “padroni” del campetto di viale Italia, sito in centro storico a metà tra la stadio comunale “Bacigalupo” e la piscina di contrada Bongiovanni. Non sembra esserci futuro infatti per il piazzale che da ormai un ventennio è in stato di abbandono ed al cui proposito non si intravede nessuna soluzione risolutiva. All’inizio degli Anni Novanta il Comune di Taormina era riuscito ad intercettare alcuni fondi per provvedere a sistemarlo e realizzarci un campetto, attraverso un finanziamento previsti nell’ambito di “Italia 90”, ma da quel momento non ci sono stati successivi sviluppi e le varie Amministrazioni susseguitesi nel corso del tempo alla guida di Palazzo dei Giurati non si sono mosse per rendere funzionale quest’ampia area.

La soluzione del parcheggio – Ormai accantonata, a quanto pare, la possibilità di riqualificarlo e renderlo come in origine si pensava un campetto di calcio, l’unica opportunità che sembra essere rimasta è quella di mettere mano a questa zona di proprietà comunale adibendola a parcheggio. La casa municipale potrebbe cioè utilizzare l’ormai ex campetto di viale Italia per liberare dalla presenza delle auto la strada imbuto di viale Italia che porta alla piscina, dove di frequente si verificano degli intasamenti. La strada è, infatti, molto stretto, transitano in un doppio senso di circolazione le auto e per giunta si verifica spesso la presenza di auto poste in sosta in quel punto che contribuiscono a complicare tutto ulteriormente. Ecco allora che bisognerebbe fare una disposizione comunale con la quale far riattivare l’area oggi abbandonata e vietare la sosta lungo la carreggiata di viale Italia.

I vantaggi dell’unica destinazione possibile – Quantomeno si potrebbero in questo modo avere due vantaggi: quello cioè di inserire una ulteriore area funzionale nella “geografia” degli spazi a sosta cittadini e si potrebbe, al contempo, rendere più fluida la viabilità in un’arteria che è da sempre al centro di una viabilità a dir poco caotica. Serve, insomma, uno slancio di buon senso e di “buona volontà” da parte dei vertici di Palazzo dei Giurati.

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