Assenteismo Uffici

In origine fu Messina – Dal vigile in mutande di Sanremo ai custodi di un museo a Roma, dalla dipendente dell’Azienda Ospedaliera di Salerno ai sette impiegati del comune di Pachino: la lista dei “furbetti del cartellino” è lunga. Ma uno dei primi casi di assenteismo nei pubblici uffici, saltato agli onori delle cronache nazionali, si è verificato a Messina. A smascherarlo nel 2012 le telecamere della Guardia di Finanza che filmarono per trentacinque giorni lavorativi gli impiegati dell’Istituto autonomo case popolari. Dalle immagini è venuto fuori di tutto: dipendenti che timbravano dieci badge consecutivi, permettendo ai colleghi di arrivare in ritardo, impiegati che marcavano e uscivano dedicandosi a faccende personali, chi abbandonava la propria scrivania risultando in servizio, e anche chi si allontanava pochi minuti, magari per un caffè.

78 condanne nel processo sull’assenteismo all’Iacp – L’operazione della Guardia di finanza di Messina denominata “Badge Sicuro” fece emergere l’assenteismo di ben 81 dipendenti su 96 dell’Istituto autonomo case popolari. Quattro dipendenti coinvolti nei casi più eclatanti vennero subito arrestati, per gli altri scattarono le denunce. Nei giorni scorsi è arrivato il verdetto del Tribunale di Messina: 78 condanne e un’assoluzione. I giudici della prima sezione penale hanno disposto condanne da un minimo di quattro mesi di reclusione ad un massimo di un anno e cinque mesi, con pena sospesa per tutti. Sono accusati di truffa ai danni dello Stato e saranno anche chiamati a risarcire il danno patrimoniale, pari agli stipendi dei periodi di mancata prestazione lavorativa e al danno all’immagine subita dall’amministrazione pubblica.

Stretta sui “furbetti del cartellino” – Gli undici decreti attuativi della “Riforma Madia” verranno recepiti direttamente dalla Regione siciliana, tra questi anche le norme anti assenteismo. Le regioni a statuto speciale hanno competenze esclusive solo sull’organizzazione degli uffici, quindi le norme riguardanti la lotta all’assenteismo verranno applicate anche negli uffici pubblici siciliani. La novità principale, rispetto alla vecchia “legge Brunetta”, riguarda i tempi. Chi verrà beccato a strisciare il badge e uscire verrà punito entro 48 ore con la sospensione dall’incarico e dalla retribuzione. Tempi più celeri anche per l’iter di espulsione: entro un mese il procedimento per il licenziamento dovrà chiudersi. Inoltre i “furbetti del cartellino” potranno essere chiamati a rispondere per danno di immagine entro tre mesi dalla conclusione della procedura di licenziamento. Novità in vista anche per i dirigenti chiamati a denunciare l’illecito che rischiano pesanti sanzioni fino al licenziamento.

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