Scattata all’alba l’operazione Gotha VI – I Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Messina hanno eseguito 13 misure cautelari in carcere per omicidio aggravato dalle finalità mafiose. A finire in manette tredici esponenti del clan mafioso di Barcellona Pozzo di Gotto. Si tratta di Antonino Calderone, Angelo Caliri, Pietro Nicola Mazzagatti, Tindaro Calabrese, Antonino Calderone, Domenico Chiofalo, Salvatore Chiofalo, Salvatore Di Salvo, Carmelo Giambò, Giuseppe Gullotti, Aurelio Micale, Giovanni Rao, Carmelo Salvatore Trifirò.

Contestati 17 delitti e un tentato omicidio – Le indagini, avviate nel 2010, riguardano la cupola mafiosa di Barcellona ed hanno svelato “menti” e killer di 17 omicidi avvenuti tra il 1993 ed il 2012 nel messinese. L’accusa è di omicidio aggravato dalle modalità mafiose. Nella ricostruzione dei fatti di sangue fondamentale è stato il contributo di numerosi collaboratori di giustizia, che negli anni hanno riempito pagine e pagine di verbali svelando i retroscena di molti omicidi. Tra questi anche Carmelo D’Amico, ex “braccio armato” della famiglia mafiosa dei barcellonesi. Grazie racconti dei pentiti è stato possibile non solo risalire ai nomi ma anche individuare il movente: la necessità del sodalizio mafioso di mantenere ad ogni costo il controllo del territorio.

Ordine di custodia cautelare anche Giuseppe Gullotti – già condannato per l’assassinio di Beppe Alfano, collaboratore del quotidiano “La Sicilia”, ucciso in un agguato l’8 gennaio 1993. Il boss sta scontando attualmente una condanna definitiva a trent’anni di reclusione come mandante dell’omicidio del giornalista anti mafia. Il nuovo ordine di custodia cautelare gli è stato notificato in carcere. Giuseppe Gullotti è stato accusato da alcuni collaboratori di giustizia di essere il personaggio chiave in altri episodi di sangue avvenuti a Barcellona Pozzo di Gotto.

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