Polizze assicurative deputati siciliani

L’isola dei privilegi – Credevate di aver visto tutto il peggio possibile nell’impeccabile servizio trasmesso da “Le Iene” sui politici siciliani che eludono il fisco? Se è così, allora vi sbagliate. Perché in certi casi al peggio non c’è mai fine, ed ecco un’altra incredibile pagina sui privilegi di cui può arrivare a godere la politica di “casa nostra”. Stavolta vi parliamo di alcune assicurazioni previste sempre per i parlamentari dell’Assemblea regionale. Tutto parte qualche anno fa, quando esattamente il 12 settembre 2013 un noto istituto assicurativo di Palermo invia alla Regione un documento con oggetto “Polizza infortuni Deputati dell’Assemblea regionale”.  Quel documento, a quanto pare, sta girando di nuovo tra le stanze dell’Ars in questi giorni e c’è chi vorrebbe ripartire da lì per goderne – vita natural durante – dei dettagliati contenuti. Magari aggiornare il testo e riproporlo forse apportando ulteriori correttivi, in un più ampio contesto che rientrerebbe tra i contenuti normativi della Legge di Stabilità. Tra le pagine del documento sulle polizze, intanto, si può leggere davvero di tutto ed il concetto dell’incredibile diventa quasi l’ossimoro della normalità, la consuetudine del potersi concede qualsiasi cosa e quel che i normali cittadini non potrebbero permettersi nemmeno lontanamente.

Le opzioni della polizza – All’articolo 3 si leggono i “Massimali annui per assicurato” garantiti ai politici e quindi, di riflesso, ai loro cari per le più disparate casistiche di sventure che potrebbero eventualmente occorrere al deputato di turno: 650 mila euro in caso di “Morte”, 650 mila euro per “Invalidità permanente”, e poi 60 mila euro alla voce “Rimborso spese” e 200 euro di “Diaria da ricovero”. Ma la parte migliore – si fa per dire – è quella che si legge all’articolo 4 con le “Condizioni particolare incluse e richieste”. Rientrano nella copertura previste dall’assicurazione anche molteplici altre condizioni:  C’è il “limite catastrofale di 6.500.000,00 per evento”.  E poi “l’annegamento, asfissia e soffocamento non di origine morbosa, avvelenamento. E ci sono persino i colpi di sole o di calore, la rottura sottocutanea del tendine d’Achille, assideramento, congelamento e folgorazione, lesioni determinate da sforzi, tumulti, atti violenti, terrorismo, aggressioni e vandalismo a condizione che l’assistito non vi abbia preso parte”. Ed ancora la polizza coprirebbe il politico di turno anche in caso di “movimenti tellurici, eruzioni vulcaniche, inondazioni”. E poi ovviamente non poteva mancare il rischio in volo, e persino il “rischio di guerra e insurrezione per il periodo massimo di 14 giorni dall’inizio delle ostilità sia in Italia che al’estero”.  Per l’assicurazione è stata prevista una premessa non di poco conto: “nessun limite di età”. La validità della polizza non ha previsto “alcun limite territoriale né nazionale né estero”.

Altre coperture assicurative – La lunga sequenza di coperture assicurative prosegue con il “rimborso per spese mediche di ricovero, visite ed accertamenti specialistici, per intervento chirurgico anche ambulatoriale, sempre conseguenti ad infortunio indennizzabile”; “invalidità permanente generica da malattia derivante da infortunio”; “diaria giornaliera da convalescenza e riabilitazione pari al 50% della diaria giornaliera da ricovero per un periodo non superiore a 365 giorni”; “diaria giornaliera da ricovero ed ingessatura per un periodo non superiore a 365 giorni”; “lesioni sofferte per legittima difesa”; “conseguenze di operazioni chirurgiche o trattamenti necessari da infortuni indennizzabili a termini di polizza”. Prevista la copertura anche in caso di “infortuni che si verificano nell’esercizio delle funzioni istituzionali e politiche, anche in zone di guerra,all’estero e in zona in cui si svolgono missioni di pace nel mondo”. Ed infine: “infortuni subiti in stato di malore, infortuni derivanti da imprudenza e negligenza anche grave e colpa grave in genere”, “infortuni a seguito di morsi e punture”.

Quando l’infortunio diventa privilegio. E allora viene spontaneo fermarsi a riflettere e chiedersi alcune cose a margine di questo elenco “leggermente” pieno di paradossi: i politici dell’Assemblea regionale si sono realmente assicurati con tutte questa infinità di “rischi” a cui manca forse solo il rischio da contatto con le mosche e i moscerini? E’ normale che ci si assicuri anche per “colpi di sole e colpi di calore” e per mille altre ipotesi di rischio che un cittadino non può permettersi neppure nei propri sogni? E a quanto ammonta la somma esatta in bilancio che presumibilmente ogni anno impegna il Parlamento siciliano per la copertura della polizza infortuni ai deputati? La politica si conferma, insomma, icona imperturbabile di quella immagine congelata e replicata ormai all’infinito dai media: è l’immagine di una casta che, ad ogni latitudine, va avanti per la propria strada, assennata nel gestire passioni e pecunia, normalizzando i vantaggi che nel microcosmo dei palazzi istituzionali diventano legittimi diritti. Con la serena baldanza del non voler dar conto a chi si indigna o a chi persino si suicida perché non può più pagare le bollette. E a dispetto di qualsiasi bufera, una tempesta di piccoli e grandi privilegi sembra, insomma, far proseguire a vele spiegate il tempo della sfacciataggine. Senza più spazio per le stagioni del pudore e del rispetto dovuto alla gente che fa i salti mortali per arrivare alla fine del mese.

© Riproduzione Riservata

Commenti