Agguato mafia fiumefreddo

Due i proiettili hanno colpito Leonardo Previti, 65enne, lasciandolo a terra senza vita – nel garage annesso alla propria abitazione. Poco dopo le 19 l’uomo a bordo della sua vecchia Renault 4 è rientrato a casa. Dopo aver chiuso la saracinesca è stato raggiunto da due colpi di pistola calibro 7, 65, uno alla testa e l’altro alla schiena, esplosi da distanza ravvicinata. Molto probabilmente l’omicida è arrivato dalle campagne circostanti nascondendosi nel cortile interno dell’abitazione, in attesa che Previti rientrasse. Appena l’uomo è sceso dall’auto ha esploso sette colpi di pistola attraverso alcune feritoie nel muro. La vittima era di spalle, non ha avuto scampo.

A lanciare l’allarme è stata la compagna di Previti dopo aver sentito i colpi – Sul posto sono giunti i carabinieri della Compagnia di Giarre e del Comando provinciale di Catania. A compiere i rilievi sulla scena del crimine i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche di Catania. Sono stati sentiti il fratello ed altri parenti stretti della vittima.

Dalle prime ricostruzioni, il delitto potrebbe essere collegato alla criminalità organizzata locale – Leonardo Previti sei anni fa era stato arrestato con l’accusa di essere affiliato al gruppo di Aci Catena, vicino ai Santapaola, ed era stato sottoposto alla sorveglianza speciale dopo il tentativo di rapina a un ufficio postale. Ma da alcuni anni sembrava essersi allontanato dagli ambienti della criminalità organizzata. L’agguato, tra l’altro, si inserisce in un particolare momento storico in cui il clan Brunetto è in fase di riorganizzazione sul territorio ionico etneo.

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