Tasse e morosità sempre più in primo piano a Palazzo dei Giurati – La casa municipale ha emesso infatti nelle scorse ore due avvisi che riguardano Ici e Tarsu. Si tratta del ruolo principale emesso per l’Ici che concerne gli anni 2008/2009/2010/2011 ed analogo discorso per quanto riguarda la Tarsu per gli anni 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012. La casa municipale chiede, in sostanza, agli utenti che hanno ancora situazione non risolte di chiarire la propria posizione e di mettersi in via definitiva in regola. Il tutto dovrà avvenire in tempi stretti. L’avviso all’Albo pretorio di Palazzo dei Giurati viene posto in essere fino al 3 febbraio. Nella Perla dello Jonio sono diverse le posizioni da regolarizzare ed in particolare tra gli operatori economici, sia quelli che gestiscono strutture ricettive sia quelli che esercitano attività nel settore del commercio.

Morosita’ per 30 milioni – Nel mirino dei preposti uffici comunali sono finite una trentina di strutture ricettive e parecchie altre commerciali che operano in un ampio contesto che comprende negozi, bar, ristoranti, pub. Ma ci sono anche altre tipologie di imprese che nel tempo hanno cambiato denominazione e quindi il settore in cui operano e ci sono anche quelli che hanno abbassato le saracinesche. Non sarà semplice, insomma, fare chiarezza e riuscire a recuperare l’enorme quantità di somme non riscosse sinora nell’ultimo ventennio che allo stato attuale sfiora i 30 milioni di euro, tra Ici, Imu, Tarsu e bollettazione idrica.

Tari: chi ha pagato? – Intanto diversi contribuenti non hanno ancora pagato la Tari, la tassa sui rifiuti la cui impennata del 40% nella relativa tariffa ha scatenato il malcontento generale sia dei cittadini che degli stessi operatori economici della città. Il Comune ha previsto di riscuotere 4 milioni e 666 mila euro dalla Tari per l’anno appena concluso ma non sono molti quelli che hanno pagato la prima rata. Non sarà semplice riuscire, insomma, ad ottenere l’intero ammontare stimato dagli uffici comunali. La riscossione si preannuncia complicata sia perchè permangono alcuni casi di evasione ed “elusione”, ma anche e soprattutto perchè, nella realtà delle cose, in tanti stanno avendo oggettive difficoltà. E c’è da mettere in conto che la richiesta “salatissima” di pagamento della Tari avanzata dal Comune per far quadrare il bilancio, è arrivata dopo la conclusione della stagione turistica, quando gli introiti si abbassano drasticamente per tutti, sia per chi importanti aziende da gestire sia per la piccola e media impresa che per i commercianti che vivono delle loro attività. Non a caso gli albergatori hanno in tema fatto ricorso al Tar di Catania e l’Associazione Imprenditori per Taormina (che concerne i commercianti) si è rivolta con un altro ricorso alla commissione provinciale tributaria di Messina.

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