Barbagallo Taormina Arte

Riflettori puntati su Taormina Arte – Ufficialmente il tema dell’incontro sarebbe dovuto essere il turismo territoriale nel tratto compreso tra Taormina e l’Etna, ma durante l’appuntamento di questa mattina con l’assessore regionale al turismo Anthony Barbagallo l’interesse dei presenti è stato rivolto all’argomento Taormina Arte. Il futuro della prestigiosa kermesse è appeso ad un filo. Barbagallo ha incontrato i consiglieri comunali nell’aula consiliare di Palazzo dei Giurati. Poco prima si era tenuto un tavolo tecnico a cui hanno partecipato le forze economiche della città tra cui il presidente dell’Associazione Albergatori Italo Mennella e quello di Confindustria Alberghi Sicilia Sebastiano De Luca. Presenti anche il sindaco di Taormina Eligio Giardina e numerosi rappresentati dei comuni etnei. In aula consiliare invece hanno partecipato all’incontro con Barbagallo gli assessori della Città, Mario D’Agostino, Pina Raneri, Tanino Carella e Salvo Cilona oltre ai membri del civico consesso e al padrone di casa il Presidente Antonio D’Aveni. Tra i banchi consiliari anche il sindaco di Messina Renato Accorinti e il commissario dell’ex Provincia di Messina, Filippo Romano e il presidente del Consorzio rete Fognante Andrea Raneri.

Stipendi tra 6 mesi – La Regione continua a manifestare l’intenzione di riportare Taormina Arte ai vecchi fasti, ma nella sostanza ancora nulla è cambiato. Chiacchiere a parte, l’unica cosa che conta oltre al rilancio della kermesse, è il destino dei lavoratori che da oltre un anno non percepiscono lo stipendio: «Siamo vicini ai lavoratori e alla loro angoscia – ha detto Barbagallo – ci siamo assunti questo impegno, e impiegheremo le risorse che abbiamo a disposizione per pagare gli impiegati. Entro sei mesi contiamo di saldare». Schiettamente Barbagallo ammette che le casse regionali sono in sofferenza, e questa non è certo una novità. Insomma per puntare ad un rilancio c’è solo una soluzione: «La collaborazione con partner privati – ha sottolineato l’assessore – oltre naturalmente alla trasformazione in fondazione». Presente questa mattina anche il commissario ad acta di Taormina Arte, Di Miceli che ha annunciato la stesura di un programma triennali per risollevare le sorti della kermesse che – ha concluso Barbagallo – «è centrale per lo sviluppo del turismo della Sicilia. Ci aspettiamo però grande collaborazione dal Consiglio comunale». E alla richiesta di un rimpinguamento dei trasferimenti regionali alla Città, molto francamente l’assessore ammette: «La regione non ha più liquidità da dare. Solo con partner prestigiosi può andare avanti». La situazione è chiara. Barbagallo non si è invece espresso sull’introduzione del ticket a pagamento per l’ingresso a Isola Bella.

Le parole dei politici taorminesi – Durante l’incontro il sindaco Eligio Giardina è tornato a parlare dell’altro grande tema che vede contrapposti la Regione e il comune di Taormina: il 30% degli incassi derivanti dai biglietti al teatro antico: «Su questo argomento – ha sottolineato c’è una grande confusione. Soldi che appaiono e scompaiono magicamente ma che ci spettano. Vogliamo chiarezza. Ma – ha concluso Giardina – la nostra priorità rimane Taormina arte: se non si interviene con decisione saremmo costretti a dire addio alla kermesse». Duro anche il commento del presidente D’Aveni: «Il bancomat Taormina ha spesso aiutato le casse regionali; adesso – ha continuato – siamo noi ad avere bisogno d’aiuto. La riunione di oggi è comunque un segnale positivo». Anche il consigliere d’opposizione Eugenio Raneri sollecita chiarezza: «I commissari che si sono succeduti nel tempo – ha detto – hanno elaborato statuti che mettevano nel limbo il ruolo del sindaco di Taormina. Non funziona così – incalza ancora Raneri – bisogna definire una volta per tutte qual è il ruolo dell’ex provincia e della città di Messina in questa costituenda Fondazione». Il collega di minoranza Pinuccio Composto sollecita la restituzione dei proventi del teatro: «Stiamo parlando di 4 milioni di euro, non sono bruscolini. Sono soldi che ci spettano. Non vogliamo che i soliti avvoltoi ci tolgano quel poco ossigeno che ci è rimasto». Sull’argomento sono intervenuti anche i consiglieri Piero Benigni e Carmelo Leonardi.

© Riproduzione Riservata

Commenti