destagionalizzazione

Passeggiando per Taormina – Sole alto nel cielo. La temperatura segna 15 gradi. Ma il corso Umberto è pressoché deserto. Ah vero siamo solo a febbraio, e la “Perla” dello Jonio è chiusa per ferie. Da gennaio ad aprile a Taormina le strutture alberghiere, i ristoranti, e molti negozi abbassano le saracinesche. I proprietari preferiscono chiudere, sostenendo comunque gli oneri dovuti, piuttosto che rischiare di scommettere sulla bassa stagione.

“Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua” – potrebbe cantare il turista approdando a Taormina. Ma lo svedese in pantaloncini e il cinese con la fotocamera si trovano davanti una città addormentata, una Taormina che non vuole uscire dalla calde coperte. In letargo. Quella stessa Taormina che negli anni Sessanta ha fatto innamorare attori, artisti, scrittori di tutto il mondo adesso, nel periodo invernale, non riesce a “sfamare” lo svedese o permettere al cinese di acquistare un “suvenil”. Quando parlavo di una città chiusa per ferie non scherzavo. Molti commercianti e albergatori di Taormina fanno proprio le valigie e vanno in vacanza. Destinazione Thailandia. Vi chiederete: “Ma non ci sono altre località? Godranno di uno sconto comitiva?” Pare che come meta abbiano scelto tutti la stessa e creato una colonia taorminese in Thailandia. Giusto per vedere facce nuove. Ma umorismo a parte chi arriva oggi a Taormina trova solo il lontano e sbiadito ricordo delle pellicole girate nella terrazza più bella dello Jonio.

Ma perché il turista dovrebbe scegliere Taormina in inverno? – Una meta lontana dai circuiti internazionali, senza spiagge attrezzate, con alberghi e ristoranti chiusi, priva di eventi e manifestazioni di rilievo. Paesaggi da cartolina e clima mite non bastano più. Persino il deserto vero ha più appeal di Taormina in inverno. Da parte loro, commercianti e albergatori, si discolperanno dicendo che la città non offre nulla. Ed in parte è vero, la colpa è anche della politica. Convegni e seminari sulla destagionalizzazione dei flussi turistici hanno riempito di chiacchiere la testa dei taorminesi. Ma le tasche sono rimaste vuote. Nessuna iniziativa messa in campo finora è stata capace di far riscontrare un ritorno economico. Ma bisogna remare tutti nella stessa direzione: rimanere e ampliare l’offerta. Non si può più sopravvivere sui fasti del passato.

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