Antonino Pulvirenti
Antonino Pulvirenti

Dall’Olimpo degli imprenditori all’inferno dei fallimenti, il passo è breve. Il guai giudiziari di Antonino Pulvirenti iniziano lo scorso anno con i domiciliari per lo scandalo delle partite truccate. L’ex patron del Catania Calcio avrebbe “comprato” sei partite pur di salvare la sua squadra dalla seconda retrocessione consecutiva. Ma dalla frode sportiva si passa all’ipotesi di bancarotta fraudolenta da 238 milioni di euro. Una voragine finanziaria che ha portato al tracollo della Wind Jet, e all’arresto di Pulvirenti.

Il triste epilogo del self made man siciliano – Classe 1962, inizia la sua carriera imprenditoriale all’età di 22 anni, con un diploma da ragioniere in tasca: acquista una filiale della Standa, nella sua Belpasso, trasformandola nel primo discount della Sicilia. Con il marchio Forté Pulvirenti arriverà ad essere il proprietario di 85 punti vendita piazzati in tutto il sud Italia. Negli stessi anni fonda un’industria chimica con sede a Gela, che realizza prodotti per la pulizia della casa. Nel frattempo si dedica anche alla sua grande passione il calcio. Comincia in sordina rilevando il Belpasso. Dopo aver portato l’Acireale in serie C2, nel 2004 acquista dalle mani di Gaucci il Catania Calcio. Con colpi di mercato ben piazzati nel giro di qualche anno riuscirà a portare la squadra etnea nella massima serie. L’epilogo è quello che tutti conosciamo: gli arresti domiciliari con l’accusa di frode sportiva.

Il decollo e lo schianto di Wind Jet – Nel 2004 comincia l’avventura nei cieli italiani, Pulvirenti fonda la prima compagnia aerea low cost: nasce la Wind Jet, tredici airbus con basi a Palermo, Catania e Rimini che offrono biglietti a prezzi super concorrenziali. Gli affari vanno bene e Pulvirenti crea “Sorsy” e “Morsy”, una catena di ristorazione tra Palermo, Catania e Caltanissetta. In quel periodo decide anche di investire nel turismo: acquista due alberghi di lusso a Taormina, nella zona di Mazzarò, l’Atlantis Bay e il Sea Palace, e un terzo a Belpasso, il Fenice Hotel. Nel 2006 arriva anche il riconoscimento della rivista Capital che lo elegge imprenditore dell’anno. Intanto, la Wind Jet aveva inaugurato nuove tratte internazionali, ampliando l’offerta dei voli di linea per i siciliani che, senza passare da Roma e Milano, potevano raggiungere le principali capitali europee. Ma sei anni dopo vede precipitare la sua compagnia aerea. È la mezzanotte del 12 agosto 2012 quando gli airbus della Wind Jet lasciano a terra centinaia di passeggeri. E la compagnia è costretta ad ammettere: «Non abbiamo i soldi per pagare il carburante». Da qui le indagini della Guardi di Finanza che, con rogatorie in Lussemburgo, Francia e Regno Unito, avrebbero consentito di ricostruire le vicende societarie che hanno condotto all’aggravamento dello stato di dissesto della Wind Jet «per effetto di operazioni dolose compiute a partire dal 2005».

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