Patto per la sicilia

Patto per la Sicilia a rischio. Dopo l’entusiasmo iniziale per i due miliardi e mezzo destinati dal governo nazionale alla Sicilia, arriva lo stop dell’Ars. La commissione bilancio ha votato all’unanimità una risoluzione per impegnare il governo Crocetta alla rimodulazione del Patto per la Sicilia. Criteri oscuri nella definizione del piano di interventi, progetti finanziati due volte e molte aree dell’isola completamente dimenticate: queste le motivazioni avanzate dalle commissione bilancio per far “riscrivere” al governo regionale la delibera. Sotto accusa principalmente l’iniqua ripartizione delle risorse che avrebbe favorito alcuni centri a scapito di altri.

Nella spartizione della torta, una grossa fetta era andata anche a Messina. Per far fronte al dissesto idrogeologico era previsto l’arrivo di 417 milioni. Anche la provincia aveva ottenuto ottimi risultati. Taormina, nello specifico, era destinataria di circa 5 milioni e mezzo: 2 milioni 200mila euro per il consolidamento del costone roccioso di contrada Villagonia, 800mila euro per il consolidamento in contrada Costa Don Lappio, 2 milioni 400mila euro per il completamento degli interventi di protezione e consolidamento versanti centro abitato. Interventi previsti anche a Castelmola per il consolidamento dell’abitato nel tratti Castello lato sud- Sottoporta per una spesa di 2 milioni, e altri 2 milioni per il consolidamento costone roccioso a valle del centro abitato in località Cuculunazzo-Sottoporta. Pioggia di finanziamenti anche negli altri comuni del comprensorio jonico.

Il caso Gela – Nell’analisi dei progetti finanziati la lente di ingrandimento della commissione bilancio si fermata soprattutto sulla città di origine del Governatore Crocetta. 15 su 20 gli interventi destinati a Gela nell’aggiornamento alla delibera, approvato a dicembre dalla giunta regionale. Ma i finanziamenti per la Gela non sono rintracciabili anche nell’elenco originario. Tra questi, 250 mila euro per la creazione di un’area verde attrezzata per cani con percorso agility.

Sicilia terra di bellezza e di storia. Ma anche una terra che frana sotto i nostri piedi, con collegamenti remoti, strade interrotte, coste destinate a scomparire. E’ ora di mettere da parte i campanilismi e affrontare i veri problemi, destinando in modo oculato i due miliardi e mezzo di euro stanziati dal governo nazionale. La Sicilia, quindi, dovrà dire addio, almeno per il momento, all’avvio delle opere nel biennio 2016-17. E Messina, che forse per la prima volta aveva giocato un ruolo da protagonista nella spartizione delle risorse, dovrà sperare in una benevola rimodulazione del patto.

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