Taormina Arte Teatro Greco

Futuro incerto – «Taormina Arte va ripensata, qual è il progetto per il futuro? Si va in sofferenza perché la programmazione ha il respiro corto». Lo afferma l’on. Bernadette Grasso. Secondo il deputato regionale di Forza Italia si sta parlando di Fondazione ma «non si intravede il progetto sui dovremmo scommettere», e dunque occorrerà prima fare chiarezza su cosa si intende fare dell’ente culturale che sta affrontando una grave crisi economica ed è prossimo al bivio finale nella tortuosa strada che dovrebbe portare alla trasformazione dal Comitato alla Fondazione.

L’idea di festival – «Sono tra coloro che pensano che nessuna ricchezza reale è possibile senza immettere beni (materiali o immateriali) nuovi sul mercato – afferma l’on. Grasso -. La nostra è una terra di mito e mistero, magia e poesia, arte e natura, antica sapienza e diuturna contaminazione di storie di popoli. Si può parlare di un “genius loci” senza pensare alla straordinaria occasione di “racconto” offerta dal cinema come impreziosita dalla “Perla”? E’ una risorsa, è una opportunità, e’ un “bene” a cui non si può rinunciare. Quando si parla di Taormina, di TaoArte, del Festival, della Rassegna dovremmo usare tutta la umiltà e la sapienza che si inscrivono nella più alta responsabilità. La misura del nostro intervenire dovrebbe prescindere e trascendere dalle prerogative, dai ruoli, dai profili riconducibili a latitudini prossime, essendo la cifra di riferimento di carattere universale».

Il tema della Fondazione La mia formazione – continua l’on. Grasso – mi porta a ritenere che prima dello schermo giuridico occorre schiarire l’orizzonte. Cosa vogliamo fare? Vivacchiare con un appuntamento vetrina per noi modesti avventori magari con ingresso omaggio o ripensare a un evento unico, originale, distintivo a livello mondiale. Non mi affascina il tema della Fondazione. Ne comprendo il motivo, lo scopo, la ragione ma non mi intriga perché ancora non risponde ai desiderata di una cittadina, di una professionista e di una parlamentare che non intravede il progetto nobile e ambizioso su cui dovremmo scommettere nel partenariato tra un privato illuminato e un pubblico consapevole di merito e cambiamento.

Ripartire dagli errori per non ripeterli – «Lo spreco di denaro grida vendetta – conclude il deputato di Forza Italia -. Senza caccia ai fantasmi occorre leggere negli errori per non ricommetterli. A me sembra che si entri in sofferenza perché la programmazione ha il respiro corto. Non intendo sottrarmi alla questione dei soldi trasferiti dalla Regione e spesi male da altri Enti. Tuttavia, come spesso mi capita, sto dalla parte del cittadino a cui non frega nulla se le cose non vanno per colpa di questo o quello organo dello Stato e che chiede invece onestà e competenza».

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