Elusione Fiscale

Elusione tra commercianti e residenti. L’evasione o elusione fiscale si conferma “un osso duro” da affrontare per la casa municipale. Il nuovo anno è iniziato esattamente da dove era terminato il 2015: “Riscossione Sicilia Spa” ha già effettuato un primo deposito di atto presso il Comune di Taormina il tentativo di notifiche andati a vuoto presso 19 indirizzi, comprensivi di società che operano nel settore commercio e imprenditoria della Perla dello Jonio, ed alcune utenze residenziali.

Quelli che non si fanno trovare. L’Agente della Riscossione, nell’anno da poco trascorso, ha effettuato il numero record di 21 avvisi di deposito atti presso Palazzo dei Giurati, in un contesto nel quale quindi si verifica una chiara difficoltà a rintracciare gli utenti e notificare le cartelle. Il quadro è complicato perché come si sa ci sono diverse società che hanno cessato la propria attività o che non esercitano più nel territorio di Taormina, e c’è chi si ostina invece direttamente a ritardare i pagamenti e prova ad evitare il passaggio formale della notifica, ed in qualche altro ci sono persino utenti non più rintracciabili perché defunti. E’ una situazione che d’altronde riguarda diverse annualità, e si estende insomma sull’arco degli ultimi quindici anni circa.

Quasi 30 milioni di tributi non riscossi. “Riscossione Sicilia Spa” ha evidenziato “l’impossibilità di effettuare la notifica degli atti di competenza ai destinatari, attesa l’assenza, di loro abitazione, ufficio o azienda”. Per questo si decide in queste circostanze di depositare il tutto in busta chiusa negli uffici del Comune per poi procedere al relativo iter di affissione all’albo pretorio. Non a caso si è arrivati a quasi 30 milioni di tributi non riscossi da parte del Comune di Taormina e in questo 2016 si attende ora di vedere quanto riuscirà a far rientrare l’Amministrazione nel proprio forziere.

Tarsu e acqua da recuperare.  Per quanto concerne tributi come la Tarsu e per la bollettazione idrica sono in corso accertamenti della casa municipale su almeno 28 attività economiche della città e si sta puntando, in particolare, a fare chiarezza sulla situazione delle strutture ricettive, alcune delle quali sono pienamente in regola ma che in altri casi invece avrebbero maturato nel corso degli anni somme consistenti da dover versare nelle casse comunali.

Senza dimenticare che parecchi utenti non hanno pagato a Taormina la Tari, la tassa sui rifiuti che è stata recentemente notificata, a fine 2015, con importi esorbitanti dal Comune e qui – ad onor del vero – più che l’elusione o l’evasione c’è stata l’effettiva impossibilità da parte di diversi taorminesi di pagare un’imposta che è parsa in questa fase eccessiva e “ingenerosa”, un fardello pesante da affrontare in un momento non semplice per imprese e famiglie.  

La prima metà dell’anno sarà subito cruciale per Taormina anche perché tra poco meno di 6 mesi si dovrà fare di nuovo il punto della situazione economica alla Corte dei Conti a Palermo e presentare il piano di riequilibrio aggiornato.

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