Saldi

Saldi taroccati, messinesi fregati – La Guardia di Finanza di Messina, nelle ultime settimane, ha avviato controlli a tappeto, in centro ed in periferia, per accertare la regolarità degli sconti. Sono state eseguite ventisei ispezioni. L’esito dell’operazione “Saldi Sicuri” ha portato alla scoperta di negozianti che sarebbero ricorsi al solito “trucchetto” di gonfiare i prezzi degli articoli in vendita sui quali applicare gli sconti in occasione della stagione dei saldi. E’ stato rilevato, ad esempio, che alcuni capi d’abbigliamento, apparentemente scontati del 40% lo erano, in realtà, solo del 15%, in quanto il prezzo originario esposto sull’etichetta sulla quale applicare la percentuale di sconto era stato aumentato. In altri casi i ribassi effettivamente praticati erano pari a zero.

In quattro negozi del centro si praticavano i finti saldi – I controlli della Guardia di Finanza hanno riguardato soprattutto negozi di abbigliamento e calzature. Quattro sono state le sanzioni amministrative elevate nei confronti di altrettanti esercenti per un totale di 15.200 euro.

Ecco una breve guida per difendersi dalle fregature – Guardare i prezzi sul cartellino. Sempre. Prima regola per evitare le truffe è quella di fare attenzione ai cartellini della merce in saldo che devono riportare sia il prezzo d’origine che la percentuale di sconto applicata, oltre all’importo finale. Il prezzo deve essere esposto in modo chiaro e ben leggibile.

– No a sconti esagerati – Diffidare dagli sconti con percentuali superiori al 50% e al 60%, perché potrebbero riguardare merce non nuova.
– Confrontare i prezzi – Nei giorni che precedono i saldi è meglio andare nei negozi alla ricerca dell’articolo che ci interessa, segnandone il prezzo. Solo così si può verificare l’effettività dello sconto praticato. Inoltre, non bisogna mai fermarsi al primo negozio che propone sconti, ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
– Conservare sempre lo scontrino – Non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.
– Verificare che la merce esposta in vetrina sia identica a quella presentata all’interno del negozio –  Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
– Le vendite devono essere realmente di fine stagione – La merce in saldo deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino.
– Provare la merce – Anche se è discrezione del negoziante consentire, o meno, di provare la merce, è bene diffidare dei prodotti (soprattutto capi di abbigliamento) che non possono essere provati.
– Si ai pagamenti elettronici – Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo di bancomat e carte di credito, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
– Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia – Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

Se non sapevate di questi consigli e pensate di aver preso una fregatura rivolgetevi alle associazioni di consumatori, oppure chiamare i vigili urbani.

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