Torrente Sirina Taormina
Torrente Sirina, Taormina

Scarichi non autorizzati. Il Comune di Taormina ha disposto con ordinanza sindacale urgente e contingibile la rimozione di «inconvenienti igienico-sanitari» siti nell’alveo del torrente Sirina. Il provvedimento fa seguito a una nota trasmessa lo scorso 11 dicembre a Palazzo dei Giurati dell’Ufficio del Genio Civile di Messina, con cui «si diffida il Comune di Taormina a rimuovere tutte le adduzioni fognarie presenti all’interno dell’alveo del torrente Sirina». Si tratterebbe, insomma, di scarichi non autorizzati nelle acque del Sirina. Sulla base di quanto accertato, il problema sarebbe da imputarsi principalmente alla «presenza di scarichi di acque reflue domestiche esistenti nel tratto di via Crocifisso a monte del ponte sulla SS 114».

Trenta giorni di tempo per disattivare gli scarichi. Per questo sono state trasmesse adesso d’urgenza dal Comune di Taormina apposite comunicazioni ai proprietari di alcuni immobili a monte del ponte della SS 114, insistenti sulla Via Crocefisso e sulla Via Nazionale, che dovranno mettersi in regola con gli scarichi fognari. La problematica concerne tre fabbricati per un totale di 15 residenti. «Il Comune – si legge nell’ordinanza del sindaco Eligio Giardina – ritiene di dover disporre misure tese a ripristinare le condizioni d’igienicità degli edifici e delle aree circostanti a tutela della pubblica incolumità e della conservazione del decoro urbano, diffidando quindi e ordinando a tutti i proprietari, o titolari di diritti reali sui fabbricati, a qualsiasi uso adibiti, ubicati nelle zone sopra richiamate in argomento, che posseggono scarichi recapitanti nel torrente, di provvedere entro il termine perentorio di 30 giorni  alla disattivazione degli scarichi esistenti, ed il conseguente riallaccio nella condotta fognaria  consortile in Via Crocefisso». I destinatari delle comunicazioni emanate da Palazzo dei Giurati sono «i proprietari, o titolari di diritti reali sui fabbricati, a qualsiasi uso adibiti nelle zone in questione». E agli stessi verrà, inoltre, «fatto obbligo, anche per l’esecuzione dei lavori in questione, di stipulare apposita polizza assicurativa e di adottare tutte le misure idonee a salvaguardia della sicurezza della circolazione stradale e dei luoghi di lavoro, di adottare tutte le misure di sorveglianza, previste dal vigente Codice della strada, nonché di ripristinare lo stato dei luoghi». Una volta trascorsi i 30 giorni entro i quali dovranno essere ripristinate le condizioni ambientali originarie nella zona del “Sirina”,  l’Ufficio Tecnico – Area  Lavori pubblici procederà  all’accertamento della presenza di eventuali scarichi ancora attivi e provvederà «senza ulteriori formalità alla disattivazione d’ufficio, mediante chiusura di tutti gli scarichi di acque reflue domestiche  ancora presenti dopo tale data», «ponendo a carico delle ditte il relativo onere di spesa».

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