La denuncia del comitato. “Le strategie a suo tempo pianificate e condivise sulla differenziata e sulla gestione complessiva della raccolta rifiuti sono state sinora disattese. Rifiuti Zero invierà una lettera al Comune e chiederà un incontro urgente all’Amministrazione. Vogliamo spiegazioni e chiarimenti”. Lo ha reso noto ieri Marco Monforte, responsabile del Comitato “Rifiuti Zero”, che sottolinea il crescente malcontento delle associazioni impegnatesi nel progetto di riorganizzazione della nettezza urbana e che hanno puntato forte, in particolare, sull’iniziativa “Rifiuti Zero” per dare una svolta al settore ecologia a Taormina. L’Amministrazione spera di far scattare al più presto il piano “Aro Taormina” e, anche sollecitando il governatore Crocetta, ha chiesto all’Urega di accelerare le procedure per l’espletamento della gara ma le componenti ambientaliste temono tempi lunghi. “Abbiamo appreso – afferma Monforte – la recente decisione da parte del Comune di prorogare per altri tre mesi, sino a fine marzo, la gestione del servizio di raccolta rifiuti a Messinambiente e la verità, da dire ai cittadini, a questa proroga ne dovrà seguire poi una successiva di un altro paio di mesi. E’ chiaro che sino a settembre-ottobre non sarà possibile partire con l’affidamento ad altra ditta, perché ogni gara d’appalto ha la sua tempistica e le procedure non si possono espletare in poco tempo. La gara bisognava indirla già a luglio del 2015 e non adesso”.

Una differenziata “a metà”. “Rifiuti Zero” punta poi l’attenzione sulla differenziata, sin qui ancora in vigore soltanto in una parte del centro storico della città. “Ma soprattutto – continua Monforte – vogliamo capire per quale motivo siamo già a metà gennaio e la differenziata non viene estesa anche alle frazioni ed è attiva dalla scorsa estate solo in centro storico ed anzi in una parte soltanto del centro. Si era detto che da dicembre 2015 la differenziata sarebbe stata estesa a tutta la città ma cosi non è stato. Perché? Ed inoltre vogliamo sapere come sono stati spesi i soldi della Tari, le somme che il Comune ha chiesto cioè in più ai cittadini con aumenti significativi e con importi insostenibili per diversi utenti. Qualcuno inventa che la Tari è aumentata perché c’è la differenziata e ciò è una bufala colossale. Piuttosto, quelle somme vanno appositamente impiegate nell’ambito del servizio ecologia, servono per acquistare ad esempio i sacchetti della differenziata e non genericamente per il bilancio. E’ chiaro che Messinambiente non si accollerà alcune spese sapendo che il proprio mandato al momento scadrebbe il 30 marzo, tra due mesi e mezzo. La soglia essenziale per dare un senso alla differenziata è del 50% o almeno del 45% ma il Comune non sta incentivando in alcun modo il raggiungimento di quella quota. Siamo su livelli percentuali bassi, non conosciamo nemmeno i dati esatti e non comprendiamo perché non vengono diffusi i relativi dati sull’andamento esatto di questi primi mesi. E’ evidente che una differenziata applicata solo in una parte del centro, e che non è stata avviata nelle frazioni, non potrà che avere sinora risultati modesti. Ed inoltre chiederemo all’Amministrazione se sono state stipulate delle convenzioni con i consorzi di filiera, ma al momento non ci risulta nessun accordo in tal senso”.

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