Ernesto De Luna

Malumori per l’apertura di nuove attività. La stagione turistica è ancora lontana ma a Taormina si fa già incandescente il clima sul settore commercio. Al centro delle polemiche non ci sono soltanto i suoli pubblici ma anche e soprattutto le concessioni di licenze per nuove attività. “A Taormina siamo ormai all’anarchia più totale per quanto concerne il commercio”, dice Ernesto De Luna, proprietario di uno dei più noti e storici locali di Taormina sito in piazza IX Aprile. “Apprendiamo in questi primi giorni dell’anno, e in qualche caso stiamo anche già materialmente vedendo con i nostri occhi girando per le vie del paese – afferma De Luna – che stanno per aprire in vari punti della città nuovi punti commerciali anche dove non c’è in pratica spazio e dove si va a creare una condizione di concorrenza a dir poco sleale. Ma dove arriveremo di questo passo? Non è più pensabile che vengano rilasciate concessioni per aprire locali laddove ci sono spazi strettissime e dove poi magari viene dato il suolo pubblico su piazza e vicoli, in una misura equivalente a tre volte la grandezza della superficie interna dell’immobile”.

Disagi anche per i residenti. Ma le criticità non riguardano soltanto le attività commerciali, a farne le spese saranno anche i cittadini: “Le abitazioni dei residenti – continua De Luna – sono assediate da locali e localini. Ben venga una città viva e dinamica ma con ordine. Cosi non si va più da nessuna parte, si crea soltanto un danno all’economia di Taormina, danneggiando sia chi ha già le attività in quel settore ma anche chi apre e dopo pochi mesi fallisce”. “Mi chiedo – continua – come sia possibile che un posto come Taormina non abbia un regolamento, chiaro e al passo con i tempi, sui criteri di rilascio delle concessioni”. Poi De Luna va dritto al punto:  “Tutte queste aperture creano poi una concorrenza “selvaggia” che finisce per fare male a tutti. Vediamo sempre più spesso liti vere e proprie per prendere un cliente in più. Ma ci si vuole rendere conto di questo o no? I turisti, numericamente, sono sempre quelli e non si moltiplicano mentre le attività aumentano a dismisura e in questo modo si fa del male all’economia di Taormina. Non vi è dubbio – conclude – che ci voglia la concorrenza e che ognuno ha i propri diritti, ma le regole sono essenziali e bisogna fare chiarezza al più presto”.

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