Teatro Massimo Bellini di Catania
Teatro Massimo Bellini di Catania

Con l’anno nuovo prosegue anche il nuovo corso del Teatro Massimo “V. Bellini”, che – ci auguriamo – risollevi le sorti dell’Ente catanese e segni il definitivo rilancio dello stesso. E tutta l’attenzione torna a catalizzarsi sulla coppia Grossi-Nicolosi, rispettivamente Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro. La programmazione delle attività è, di fatto, il frutto di questa collaborazione. A settembre il Consiglio di Amministrazione aveva, infatti, approvato all’unanimità il bilancio preventivo per l’anno in corso: necessario affrontare il futuro con un po’ più di serenità e meno incertezze. Poco più di due i milioni stanziati dalla Regione e destinati ai sei teatri pubblici Siciliani. Il Sindaco di Catania nonché Presidente del C.d.A. del Teatro, Enzo Bianco, si dice ottimista in merito alla possibilità che una fetta consistente della cifra stanziata venga destinata al Bellini, che certamente non dispone degli stessi mezzi di cui gode la Fondazione del Massimo di Palermo. Uscire dal baratro di una crisi richiede un solido piano di rilancio. Negli ultimi mesi, nonostante le difficoltà, è stata registrata una crescita nella performance produttiva del teatro. Ed è proprio la richiesta di produttività, e conseguentemente quella di pubblico, uno dei parametri fondamentali per allinearsi agli standard richiesti dall’Assessorato regionale. A tal fine, in collaborazione e coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, è stato chiesto l’utilizzo dei grandi teatri di pietra per la programmazione delle stagioni estive. Dal Teatro greco di Siracusa al Teatro Antico di Taormina, passando per quello romano di Catania.

Una sfida audace che coniuga grandi eventi e apertura al territorio, risorsa culturale e turistica. E in questo frangente di rilancio – sottolinea Bianco – non va dimenticata la situazione dei lavoratori del teatro e la ridefinizione interna dell’organico. Numerose le idee e le proposte per la nuova Stagione, a partire dal Festival belliniano (settembre-ottobre 2016), omaggio al Cigno catanese, che tornerà ad essere una produzione del Teatro. “Servono energia e risorse – spiega il Sovrintendente Roberto Grossi – Il Bellini deve tornare a essere produttore di cultura e spettacolo, e non può accontentarsi di essere una vetrina di bellezza e di musica. L’idea complessiva è di tornare a essere protagonisti, non limitandoci ad ospitare le esperienze di altri”. E’ necessario, a questo proposito, indirizzare la qualità artistica, avendo come obiettivo il soddisfacimento della domanda. Solo così è possibile recuperare gli oltre 2000 abbonati persi lo scorso anno. Centrali, in termini economici-produttivi, gli appuntamenti fuori abbonamento, nodali per l’incremento dei ricavi e per favorire l’avvicinamento del pubblico. Non mancherà, inoltre, l’apertura alle famiglie e ai giovani: ingresso alle prove generali e, ancora, incontri di formazione e di approfondimento. Per i giovani e i più piccoli saranno organizzati spettacoli di danza. Sono 178 gli eventi in programma, atti ad utilizzare al massimo gli spazi disponibili, sebbene si disponga di poco più di 800 posti (una limitazione non indifferente dovuta alla mancata conformità alle norme di sicurezza). La politica dei prezzi, nonostante agevolazioni che facilitino i più giovani, pacchetti famiglia e natalizi, tiene relativamente conto delle difficoltà economiche in tempo di crisi. Significativa, di contro, l’introduzione dei last minute, che tanta fortuna incontrano nei teatri europei.

Sul piano più squisitamente musicale, la Stagione Lirica vedrà sei opere e due balletti, sette recite per ogni spettacolo. Stagione che è stata inaugurata il 17 gennaio, con l’allestimento (in collaborazione con il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli) di Fedra di Giovanni Paisiello, omaggio al compositore tarantino nel bicentenario della morte: un nuovo allestimento dell’opera preferita dello stesso Paisiello (come testimoniato da uno storico scambio di battute con Leopoldo di Borbone). Il dramma per musica del compositore è diretto da Jerome Correas, specialista nel repertorio, e vede Andrea Cigni alla regia; nel ruolo del titolo il noto soprano Raffaella Milanesi, e Artavazd Sargsyan nei panni di Teseo. In scena dal 5 marzo Il trovatore, assente a Catania dal 2008. Nel nuovo allestimento del capolavoro verdiano sarà l’amata Dimitra Theodossiou a interpretare Lenora, insieme a Giuseppe Altomare (Conte di luna), Luis Chapa (Manrico), Nidia Palacios (Azucena). Alla regia Renzo Giaccheri e sul podio, per la prima volta al “Bellini”, una donna a dirigere un’opera: Gianna Fratta (candidata alla direzione del Teatro dell’Opera di Roma dopo le dimissioni di Riccardo Muti). Dal 12 aprile appuntamento con il flamenco contemporaneo di Sara Calero: Cosmogonìa. Dal 25 maggio, La sonnambula del Cigno catanese, titolo belliniano assente da dodici anni. Il melodramma vedrà la fedele ricostruzione delle celebri scene originali di Alessandro Sanquirico. Il giovane Francesco Ivan Ciampa dirigerà sul podio; Eva Mei sarà Amina, affiancata da Jesus Leon (Elvino) e da Giulia Semenzato (Lisa). Segue, dal 7 giugno, il balletto classico Spartacus di Aram Khachaturian, con la compagnia Pilsen Opera Ballet. In co-produzione con Associazione Arena Sferisterio e Macerata Opera Festival, il 12 ottobre sarà la volta di Turandot di Giacomo Puccini. La regia sarà di Pier Luigi Pizzi, assente al Bellini dal 1986, mentre la direzione è affidata al brasiliano Luiz Fernando Malheiro. Susan Neves nel ruolo del titolo, Sung Kyu Park nei panni di Calaf e Daniela Bruera in quelli di Liu. Toccherà, quindi, il 16 novembre, a La leggenda di Sakuntala di Franco Alfano. Considerata da Paolo Isotta “insieme col Trittico di Puccini, la più importante Opera, rectius, Dramma Musicale, italiana del Novecento”, vedrà sul podio il croato Niksa Bareza e la regia di Massimo Gasparon. Già apprezzata ne “Il turco in Italia”, Silvia Dalla Benetta interpreterà la protagonista del dramma omonimo del poeta Kalidasa, accanto al Re di Angelo Villari. Infine, dal 15 dicembre Orfeo agli inferi di Jacques Offenbach segnerà il gradito ritorno di Xu Zhong. L’opéra-féerie vedrà protagonisti Emanuele D’Aguanno e Annamaria Sarra. “Nella scelta dei cast – precisa Nicolosi – alle capacità e alle competenze di artisti di comprovata esperienza si affianca il talento di giovani emergenti”. Insomma, chi ha fatto la storia del teatro lirico passa il testimone a chi, possibilmente, ne sarà il protagonista in futuro.

Ha avuto, invece, il via 6 novembre scorso anche la Stagione Sinfonica, che vede un ricco cartellone e la presenza di interpreti  del calibro di Paul Badura-Skoda, Ugo Pagliai, Joaquin Achucarro, Giovanni Sollima, Leslie Howard, Gunter Neuhold, Alevtina Ioffe e Valentina Lisitsa. Alle stagioni istituzionali sono stati affiancati, inoltre, i già collaudati appuntamenti fuori abbonamento, arricchendo l’offerta artistica che spazia tra vari generi musicali. E, come di consueto, l’appuntamento il concerto in occasione delle celebrazioni agatine. Senza dimenticare i sedici eventi della nuova Stagione del “Sangiorgi in Musica”, tra jazz, concerti cameristici, Teatro musica, cunti siciliani e opera dei pupi. Attenzione rivolta, inoltre, ai grandi talenti nostrani, a partire da Matteo Musumeci, molto amato anche all’estero.

“Abbiamo raggiunto un equilibrio economico, chiudendo il bilancio in pareggio – dichiara Grossi – Sono state stabilite cifre e tetti massimi per i cachet artistici. Siamo andati incontro al dialogo con artisti e operatori avendo predefinito un budget”. Controllare la spesa e analizzare i costi di produzione di ogni singolo evento, per un lavoro di carattere economico, organizzativo e finanziario non indifferente. “La difficoltà è stata dettata dall’essere in un momento di transizione in cui non abbiamo ancora normalizzato tutto, ma allo stesso tempo vogliamo rilanciarci e dare un messaggio chiaro e forte. Al più presto proporremo la stagione ai privati. I teatri non possono vivere esclusivamente di contributi pubblici e del ricavato di biglietti/abbonamenti”. Un’apertura, dunque, verso altre forme di compartecipazione alla progettualità dell’Ente. Certo, anche di fronte a una simile pianificazione, qualche perplessità sorge spontanea. Allestimenti come Turandot e Il trovatore richiedono un numero di elementi del coro di gran lunga maggiore rispetto a quello di cui il Bellini dispone. La speranza è che l’opera di rilancio avvenga mantenendo i piedi per terra (e con la certezza di una copertura finanziaria), auspicando che produzioni annunciate in un certo modo non subiscano in seguito mutilazioni e che i meccanismi contrattuali non presentino defezioni. Sono richiesti impegno, equilibrio e lungimiranza. La nuova Stagione Artistica pone le proprie fondamenta sulla credibilità e sulla professionalità della coppia Grossi-Nicolosi. Riusciranno nell’impresa? I margini di miglioramento ci sono (risulterebbe difficile fare peggio delle precedenti gestioni). I prossimi mesi saranno determinanti, esplicativi e sintomatici.

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