Neve a taormina

Chissà perché, appena cadono due gocce di acqua gelata, ghiacciata che sembra neve, che forse…aspetta, quasi quasi, ma si è neveeee….esplode la magia. Stamattina la capitale del turismo siciliano si è svegliata sotto un sottile velo di neve. Un evento rarissimo che chiaramente fa scaturire l’eccezzionalità e da all’evento un tocco di fiabesca atmofesfera.

Eppure per noi è facile abbastanza, d’inverno, saltare da una barchetta da pesca al largo di Isola Bella, a un paio di sci o semplicemente un paio di scarponi da neve da indossare sull’Etna, per vivere il piacere di una fredda escursione in montagna. A fare sport, una semplice passeggiata e perché no, una battaglia con le palle di neve. Non è una cosa eccezionale per noi. E’ una routine millenaria. Qua appunto. A tutti è nota la formula magica che trasformò un colle di pastori, già baciato dal mito ai tempi dei Greci e dei Romani poi, in un delle mete più ambite al mondo. Quei famosi dipinti che raccontavano ai nobili germanci di una terra incantata, dove potevi godere di un clima stupendo. Fare anche il bagno, mentre potevi quasi toccare con la punte delle dita la neve sull’Etna.

Se cade alle pendici del vulcano è normale, non fa notizia. La neve quella vera e perenne fa parte di scenari paesaggistici che non ci appartengono. Sono un altrove nordico e lontano. Vada per Alpi e paesini di montagna. Che siano in Piemonte o in Danimarca, quello è. Cartoline distanti e bellissime. Oppure, realtà per fortunati frequentatori di settimane bianche.

Poi però accade la magia. Succede, come accadde con una vera e propria nevicata, il 31 dicembre 2014, che ti svegli al mattino e scopri che i tetti mediterranei delle case che ti cirdondano, appaiano nottetempo come squarci di Trentino o Nord America d’inverno. Solo che sei a Taormina! E allora tutti, e dico proprio tutti, attaccati col naso alle finestre. Bocche spalancate e occhi sgranati, increduli: corri, vieni a vedere, nevica. E si diventa tutti bambini. Per poco, pochissimo tempo. Lo spazio d’un sogno ad occhi aperti. Si corre in strada a toccarla piano, per paura che scompaia, che si sciolga. Si prendono macchine fotografiche e smartphone per immortalare quell’evento rarissimo e romantico. I bambini vanno letteralmente fuori di testa. Ti chiedono cogli occhi speranzosi: “ma dura papà? E quanto secondo te?” E tu non sai cosa rispondere. In quel momento vorresti inventare una macchina che non la faccia sciogliere. Che la continui a far scendere, in barba al sole siciliano che non ne vorrà sapere di smettere d’essere quel che è. I bambini pensano subito al presepe. Tornano col cuore al Natale appena passato. Qualche vecchietta si avvicina e tristemente scoraggia i desideri dei più piccoli…”cu sapi si quagghia…difficili mi pari”.

La magia dura pochissimo. Il tempo di una piccola festa. Un batter d’occhio che al suo riaprirsi si poggia sulle onde del mare e ti ricorda che stai propio in riva…al mare appunto. La neve non ci appartiene. Noi godiamo d’altri doni della natura. Eppure, ogni tanto, molto molto raramente il miracolino piccolo piccolo, accade. E non fa niente se dura poco. Basta un istante per toccarla e tentare di sentirne il profumo. Scrollarsela dalle scarpe, curiose e prese alla sprovvista anch’esse.

E’ caduta la neve a Taormina. Che bello. Chissà quando ricapiterà!

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