La ‘ndrangheta bussa alla porta del figlio del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. Dopo essersi qualificati come poliziotti, gli hanno chiesto di aprire il portone, ma quando il giovane si è affacciato sul pianerottolo per ricevere gli agenti, dal piano superiore ha visto scendere precipitosamente due persone con il volto coperto da un passamontagna. Degli agenti al portone non c’era alcuna traccia. Il ragazzo è immediatamente rientrato in casa e informato il padre e la polizia su quanto era accaduto. L’episodio è andato in scena a Messina dove il giovane frequenta l’università.

Rafforzati dispositivi di tutela. Ad indagare sulla “visita” dei falsi poliziotti a casa Gratteri la Procura di Messina. Ma intanto, il giovane è stato messo sotto tutela. Nello stesso tempo sono state intensificate anche le misure di sicurezza nei confronti del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, da anni sotto scorta per le tante minacce ricevute nel corso della sua attività di magistrato impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta. Certamente l’episodio ha destato la massima preoccupazione e nonostante l’episodio sia ancora da chiarire, il figlio di Gratteri continuerà a frequentare l’università di Messina.

Nessuna ipotesi viene esclusa. Gli investigatori alle prese col caso stanno visionando le immagini delle telecamere di sicurezza sparse nella zona, nella speranza di poter trovare almeno un elemento, un’immagine, che li metta sulla pista giusta per risalire agli autori del gesto. Al momento nessuna pista viene tralasciata, anche se l’ipotesi investigativa più accreditata è che si sia trattato di un messaggio intimidatorio delle cosche calabresi a Gratteri. A una prima lettura dell’episodio, infatti, pare strano che i due abbiano suonato casualmente al campanello del figlio di Gratteri e che si sono presentati come agenti di polizia, visto che è il corpo che si occupa della scorta del magistrato. Il fatto poi che i finti agenti non abbiano detto niente, a giudizio degli investigatori, non renderebbe meno credibile l’ipotesi di un “avvertimento”, visto che – viene evidenziato in ambienti vicino alle indagini – la ‘ndrangheta opera spesso con “gesti”.

Nicola Gratteri eroe dell’anti–‘ndrangheta sotto scorta dal 1989. Gratteri è uno dei magistrati più impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta ed ai suoi traffici miliardari, soprattutto di stupefacenti. Proprio su questo fronte Gratteri ha coordinato decine di inchieste che hanno portato all’arresto di narcotrafficanti ed al sequestro di ingenti quantità di cocaina provenienti dal centro America. Negli ultimi mesi è stato impegnato anche nella presidenza della commissione incaricata dal premier Matteo Renzi di apportare modifiche al codice penale.

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