Sulle polemiche in merito all'Osservatorio permanente replica il sindaco Eligio Giardina
Eligio Giardina, sindaco della città di Taormina

«Ritengo di essere nella piena legittimità degli atti. Se a qualcuno non sta bene, può fare ricorso. Quello dell’Osservatorio Permanente è un falso problema. L’ho ricostituito in seguito a delle immotivate dimissioni». Con queste dichiarazioni il sindaco della città di Taormina, Eligio Giardina, replica alle dichiarazioni degli ultimi giorni sull’argomento. Affermazioni che puntano a prendere una certa distanza dai fatti e il primo cittadino tiene a sottolineare che lui «vola alto, non voglio entrare in diatribe che non mi appartengono». Il 14 gennaio il sindaco ha ricostituito l’organo consultivo che è formato dal primo cittadino, dall’assessore al Turismo, da due rappresentanti delle associazioni alberghiere aventi sede in città, dal presidente dell’associazione Imprenditori per Taormina e da un rappresentante della minoranza consiliare. Quindi i nominati del nuovo Osservatorio sono il sindaco Eligio Giardina, l’assessore Salvo Cilona, gli albergatori Italo Mennella e Giuseppe Trifiletti, il presidente degli Imprenditori cittadini Franco Parisi e il consigliere comunale Nino Moschella.

Decisioni, quelle che riguardano l’esponente della minoranza, degli albergatori e delle associazioni che non sono andate giù all’opposizione e a Confindustria Alberghi e Turismo. Proprio il presidente Confindustria Alberghi e Turismo, Sebastiano De Luca, ha parlato di «decisioni assunte solo per simpatia e antipatia senza guardare agli interessi della città e al regolamento in vigore. Questa è una politica vendicativa contro chi vuole fare gli interessi della città». E anche l’opposizione consiliare ha alzato la voce. Il consigliere comunale dell’Udc, Nunzio Corvaia, ha detto che «questa amministrazione chiede il rispetto delle regole ai cittadini ma loro delle regole se ne infischiano. Questo Osservatorio è da revocare, in primis Franco Parisi non può fare il componente in quanto il regolamento parla chiaro. La scorrettezza del sindaco, inoltre, sta nella nomina del componente della minoranza. Volendo rispettare le regole, invece, si chiama la minoranza che da un’indicazione. Non si va a scegliere chi non ci rappresenta, perché si tratta di qualcuno che siede tra i banchi dell’opposizione, ma di fatto appoggia la maggioranza. Cosa c’è sotto? Perché si va a nominare Nino Moschella?».

Sulla stessa linea di pensiero il consigliere comunale Pinuccio Composto: «Quando vennero fatte le precedenti nomine, contestai la nomina di Piero Benigni per le modalità con le quali avvenne, non certo per le sue capacità, considerando che è la persona più adatta a ricoprire quel ruolo. Deve essere l’opposizione a nominare quel membro e non il sindaco, che non può decidere in maniera arbitraria e violando qualsiasi norma politica». Mentre il consigliere del Pd, Piero Benigni, in maniera lapidaria aveva dichiarato di prendere «atto della posizione del sindaco. Vedremo in questi giorni quale sarà la legittimità dell’atto predisposto dal primo cittadino di Taormina».

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