Taormina e la sindrome dello specchio – Cinque giorni fa scrivevo dell’esempio dato dalla città di Modica al resto della Sicilia e in particolar modo a Taormina, considerata nella seconda metà del Novecento come la capitale del turismo isolano. Da quelle parti, nella zona più movimentata della Sicilia, nel 2013, tramite un’intesa con il comune, è stato istituito un Consorzio di albergatori e un Cda che decide come investire il 90 per cento dell’imposta di soggiorno. È chiaro che anche in quel contesto ci saranno frizioni, contrasti, ma sta di fatto che un’intesa è stata trovata e qualche risultato è stato raggiunto. Per la cronaca è stata finanziata la presenza della città in fiere ed eventi internazionali, è stata finanziata la segnaletica turistica, l’apertura dei musei anche nei giorni festivi tramite delle cooperative. A Modica si danno da fare, anche se la lista degli obiettivi da raggiungere rimane articolata. Taormina, invece, sembra afflitta da quella che potremmo chiamare la sindrome dello specchio. Il riferimento è alla fiaba dei Fratelli Grimm, Biancaneve.

Quel consiglio del professor Albus Silente – «Specchio, specchio delle mie brame. Chi è la più bella del reame?», era la domanda che spesso e volentieri la regina porgeva allo specchio magico. Era diventata quasi un’ossessione quella di specchiarsi e ammirare la propria immagine riflessa per la regina vanitosa. Ecco, Taormina è affetta da questa sindrome. Mentre continua a specchiarsi in se stessa e si perde nei meandri dell’immaginazione, il mondo reale va avanti e il settore turistico, in questo caso, si specializza e si apre al mondo che cambia. Del resto sull’inutilità di guardarsi nello specchio aveva detto qualcosa anche il professor Albus Silente, che a un giovane Harry Potter, aveva consigliato: «Questo specchio non dà né la conoscenza né la verità. Molti si sono smarriti davanti a lui. Hanno perso il senno. Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere». Tutti questi consigli, a quanto pare, non vengono colti nella capitale del turismo siciliano. Se in altre zone della Sicilia si lavora per rimanere al passo con i tempi e si fa squadra in un settore cruciale per l’isola, da queste parti ci si crogiola in quello che si ha e le divisioni sono all’ordine del giorno.

Il commento lapidario di Piero Benigni – L’ultimo esempio lo si può scorgere in quello che è accaduto con l’Osservatorio Permanente per la gestione della tassa di soggiorno. Le scelte del sindaco Eligio Giardina, infatti, hanno provocato un vespaio di polemiche in città che, di fatto, rischiano di bloccare sul nascere l’attività dell’organismo dedito al comparto turistico. Se da un lato Confindustria Alberghi e Turismo è stata tagliata fuori, per far posto al secondo componente dell’Associazione albergatori Taormina, per non parlare dell’inserimento di un’associazione, come quella degli Imprenditori, che per regolamento non potrebbe farne parte in quanto costituita in associazione, dall’altro lato il consigliere comunale d’opposizione Piero Benigni è stato sostituito dal suo collega Nino Moschella. «Prendo atto della posizione del sindaco. Vedremo in questi giorni quale sarà la legittimità dell’atto predisposto dal primo cittadino di Taormina», ha dichiarato in maniera lapidaria il consigliere comunale del Partito Democratico. Si preannunciano giorni delicati, dal punto di vista politico, per Taormina. E mentre il resto della Sicilia si organizza in vista delle scadenze date dal calendario, qua il tempo scorre guardandosi allo specchio, litigando e strumentalizzando il settore turistico per altri fini.

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