La Capitale del turismo siciliano si scontra sulle recenti nomine all’Osservatorio permanente per l’applicazione dell’imposta di soggiorno. Le indicazioni giunte tramite determina del sindaco Giardina non vanno giù all’opposizione consiliare che parla di mancato rispetto del regolamento dell’Osservatorio. Nel pomeriggio si terrà una riunione informale tra prima e quarta commissione consiliare con al centro l’argomento turistico, ma l’opposizione ha deciso di disertare l’incontro in segno di protesta dopo le nomine da parte del primo cittadino: «Non andremo alla riunione del pomeriggio, perché non si può non tenere conto del regolamento», ha detto la presidente della quarta commissione consiliare sul Turismo, Alessandra Caltabiano. Ed è proprio il mancato rispetto del regolamento, approvato con delibera consiliare il 6 novembre 2012, ad aver agitato le acque della politica locale. Nel nuovo organigramma, infatti, ci sono dei componenti che, stando al regolamento, non possono svolgere l’incarico.

I componenti, infatti, per delibera del Consiglio comunale, devono essere il sindaco o un suo delegato, l’assessore al Turismo, due rappresentanti delle associazioni alberghiere aventi sede nella città di Taormina, un rappresentante delle altre categorie ma non costituite in associazione e una rappresentante della minoranza consiliare. Tra gli albergatori indicati, però, ci sono due esponenti della stessa associazione, mentre è stata lasciata fuori Confindustria Alberghi e Turismo e dunque non è rappresentata l’altra metà delle sigle presenti sul territorio. Tra le nomine, inoltre, c’è Franco Parisi, presidente Associazione imprenditori Taormina. Nel regolamento c’è scritto che può far parte dell’Osservatorio un rappresentante delle altre categorie non costituite in associazione. Quindi il cavaliere Parisi non potrebbe far parte dell’Osservatorio, perché l’Aipt è un’associazione di fatto. Altro elemento è quello politico. Nominare il consigliere comunale d’opposizione Nino Moschella, nell’occhio del ciclone in seguito alle sue metodiche astensioni in Aula che favoriscono l’approvazione dei testi presentati dalla maggioranza, provocando le proteste della minoranza che non lo considera più un elemento della sua compagine, al posto del consigliere del Pd Piero Benigni, noto direttore di albergo di Taormina che in questi giorni aveva invitato il suo collega Moschella a dare delle spiegazioni sulla sua posizione politica, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il presidente Confindustria Alberghi e Turismo, Sebastiano De Luca, parla di «decisioni assunte solo per simpatia e antipatia senza guardare agli interessi della città e al regolamento in vigore. Questa è una politica vendicativa contro chi vuole fare gli interessi della città».

Perplessità, per usare un eufemismo, giungono dall’opposizione. Il consigliere comunale dell’Udc, Nunzio Corvaia, ha detto che «questa amministrazione chiede il rispetto delle regole ai cittadini ma loro delle regole se ne infischiano. Questo Osservatorio è da revocare, in primis Franco Parisi non può fare il componente in quanto il regolamento parla chiaro. La scorrettezza del sindaco, inoltre, sta nella nomina del componente della minoranza. Volendo rispettare le regole, invece, si chiama la minoranza che da un’indicazione. Non si va a scegliere chi non ci rappresenta, perché si tratta di qualcuno che siede tra i banchi dell’opposizione, ma di fatto appoggia la maggioranza. Cosa c’è sotto? Perché si va a nominare Nino Moschella?». Sulla stessa linea di pensiero il consigliere comunale Pinuccio Composto: «Quando vennero fatte le precedenti nomine, contestai la nomina di Piero Benigni per le modalità con le quali avvenne, non certo per le sue capacità, considerando che è la persona più adatta a ricoprire quel ruolo. Deve essere l’opposizione a nominare quel membro e non il sindaco, che non può decidere in maniera arbitraria e violando qualsiasi norma politica».

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