Il compleanno che Giuseppe Caudo ha festeggiato al Palazzo Duchi di santo Stefano, sede della Fondazione Mazzullo a Taormina
Il compleanno che Giuseppe Caudo ha festeggiato al Palazzo Duchi di santo Stefano, sede della Fondazione Mazzullo a Taormina

Se nel mondo occidentale si parla di rispetto nella gestione della Cosa pubblica – Il compleanno che Giuseppe Caudo ha festeggiato al Palazzo Duchi di santo Stefano, sede della Fondazione Mazzullo, continua a essere l’argomento principale di discussione a Taormina. La festa privata tenuta all’interno dell’edificio medievale gestito dal comune, del resto, è uno di quegli argomenti che tengono banco in Italia e nel mondo occidentale in generale soprattutto in un contesto come quello attuale, dove si chiede alle istituzioni maggior rispetto nella gestione della Cosa pubblica e una trasparenza in grado di camminare di pari passo con l’etica politica. L’opposizione consiliare, rappresentata dai consiglieri comunali Alessandra Caltabiano, Carmelo Valentino, Eugenio Raneri, Pinuccio Composto, Piero Benigni, Graziella Longo, Liliana Tona e Nunzio Corvaia, a tal proposito, aveva presentato, nell’ultimo Consiglio comunale, un ordine del giorno urgente in cui chiedevano spiegazioni sulla gestione della Fondazione Mazzullo e le dimissioni del vicesindaco Mario D’Agostino, in quanto era presente alla festa, e del presidente della Fondazione Mazzullo, Alfio Auteri, che come si evince dalla sua relazione ha dato il via libera alla festa di Caudo al Palazzo Duchi di santo Stefano.

Nel regolamento della Fondazione Mazzullo non sono contemplate le feste di compleanno – Altro che “cocktail”. È stata una vera e propria festa di compleanno con tanto di “totta”, buffet, regali e famiglia al seguito. Il fedelissimo di Rosario Crocetta poteva scegliere un hotel o un ristorante della Perla dello Jonio per festeggiare i suoi “primi 40 anni” e invece ha scelto uno storico Palazzo gestito dal comune di Taormina. La decisione del presidente della Fondazione, Alfio Auteri, tra l’altro, non è contemplata nel regolamento della Fondazione Giuseppe Mazzullo. Del resto gli scopi della Fondazione sono elencati in maniera chiara: «Custodia e conservazione del gruppo di opere donate dallo scultore Giuseppe Mazzullo; conservazione, al fine di un ordinamento storiografico e filologico, del materiale d’archivio di Giuseppe Mazzullo; Conservazione ed ordinamento del materiale a stampa relativo all’opera artistica e alla biografia di Giuseppe Mazzullo; inventario di tutto il patrimonio scultoreo e grafico; diffusione dell’opera di Giuseppe Mazzullo; promozione di iniziative, le più ampie possibili, destinate a onorare l’opera dell’artista attraverso l’istituzione di centri di studio e di borse di studio e attraverso convegni, tavole rotonde e lavori di ricerca; conservazione del gruppo di opere in un’unica e idonea sede».

La relazione di Alfio Auteri, in attesa del bilancio consuntivo di febbraio – Al di là di questi punti, all’interno della Fondazione Mazzullo, dietro un compenso che corrisponde a 600 euro dal lunedì al venerdì e 800 euro per sabato e domenica, possono essere celebrati matrimoni. Si tratta di una vera e propria tradizione taorminese, che dovrebbe rappresentare un introito importante per le casse comunali, anche se gli ultimi dati sono deprimenti e mostrano come gli introiti sono in sostanza nulli. C’è un totale di costi che corrisponde a 64.810 mila euro e un incasso globale di 65.500 mila euro. Tra l’altro le porte della Fondazione Mazzullo rimangono chiuse, come ha detto il consigliere comunale Piero Benigni, quando si vorrebbe festeggiare un matrimonio al piano terra per rendere accessibile la cerimonia anche a persone diversamente abili, ma nello stesso tempo si aprono le porte della Fondazione a compleanni di membri del Consiglio di amministrazione ed eredi della famiglia Mazzullo che nel regolamento non possono avere simili privilegi. I costi della festa di compleanno, alla quale erano presenti anche il governatore Rosario Crocetta e il senatore del Pd Beppe Lumia, sarebbero stati coperti dallo stesso Giuseppe Caudo che, come relazionato dal presidente della Fondazione Alfio Auteri, avrebbe anche pagato delle somme per sistemare alcuni particolari del Palazzo Duchi di santo Stefano. Tutto ciò, però, dovrà essere scritto nero su bianco sul bilancio consuntivo che il Cda dovrà presentare, come si legge nel regolamento della Fondazione, entro il mese di febbraio. Inutile dire che affermare il falso, in questo caso, avrebbe dei risvolti penali non indifferenti.

La richiesta del “taorminese ignoto” – Tornando all’ultima seduta del Consiglio comunale, l’ordine del giorno urgente, trasformato in mozione, dei consiglieri comunali d’opposizione non è passato, perché sono stati 8 i voti favorevoli e 8 i voti contrari, ma l’ago della bilancia, ancora una volta, è stato il consigliere comunale Nino Moschella, che siede tra i banchi della minoranza, ma si astiene con frequenza e dunque appoggia, sottovoce, la maggioranza consiliare. In seguito a questa presa d’atto, i consiglieri d’opposizione hanno messo agli atti una richiesta che tende a sottolineare, con ironia, il recente fatto svolto alla Fondazione Mazzullo. «Il sottoscritto cittadino taorminese richiede la concessione degli spazi del Palazzo Duchi di santo Stefano per poter organizzare un evento privato in concomitanza con l’anniversario del proprio compleanno. Certi del favorevole accoglimento della presente richiesta, si inviano distinti saluti», si legge nel testo.

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