Da sinistra: Giuseppe Nuccio Iacono, Marinella Fiume, Paolo Patanè, Mimma Cundari, Fulvia Toscano, Franco Spadaro - Foto di Alessandro Lo Piccolo
Da sinistra: Giuseppe Nuccio Iacono, Marinella Fiume, Paolo Patanè, Mimma Cundari, Fulvia Toscano, Franco Spadaro - Foto di Alessandro Lo Piccolo

Il 6 gennaio è arrivata una grande novità a Casa Cuseni, il Museo della città di Taormina. No, non si tratta della Befana che era possibile scorgere in qualsiasi città d’Italia. Casa Cuseni, di fronte a Nuccio Iacono, Coordinatore Regionale e Consulente del circuito Europeo delle Case della Memoria, e di un numeroso e qualificato pubblico, è stata proclamata Casa della Memoria e pertanto, di diritto, è diventata Museo Internazionale. Un momento davvero importante, come avevamo sottolineato negli ultimi giorni quando a Casa Cuseni era giunta la notizia. Felicitazioni sono state espresse da parte del Presidente Nazionale dell’Associazione, Adriano Rigoli, che ha fatto pervenire un documento, contenente il suo personale saluto ai molti ospiti  presenti e ha sottolineato quanto è importante questo nuovo modo di percepire il museo, come proposta culturale e turistica, valorizzando le significative dimore storiche con la consapevolezza che non è possibile leggere le opere immortali dei grandi scrittori, ammirare i dipinti e le sculture di artisti geniali, in definitiva conoscere la storia, senza “incontrare” i suoi protagonisti, il loro vissuto, il forte legame con il territorio.

Ma le sorprese, per Casa Cuseni, non sono finite qua. Dal Leo Tolstoy Museum-Estate Yasnaya Polyana, Russia, e da altre numerose Istituzioni Museali sono pervenute altre attestazioni di stima e di felicitazioni. Il Museo di Casa Cuseni, spiega l’architetto Nuccio Iacono, il museologo che ha curato la relazione tecnico-scientifica di ammissione di Casa Cuseni al Circuito europeo delle Case della Memoria, è stata ammessa il 14 dicembre 2015 ed oggi la Città di Taormina può vantare un altro encomiabile primato, un Museo Internazionale. Molto profondo l’intervento del dott. Paolo Patanè, Coordinatore Cunes (Coordinamento città Unesco di Sicilia), che spiega, come Casa Cuseni, o meglio, la sua dining-room, con il suo messaggio di pace, amore e tolleranza, è un libro scritto più di un secolo fa per le future generazioni, per noi, e rappresenta temi, come quello dell’adozione maschile, ancora oggi dibattuti e controversi. Una serata perfetta, con una magnifica regia, quella della scrittrice Marinella Fiume, che ha coordinato l’evento, reso interessante da altri interventi, quali quello della prof.ssa Fulvia Toscano, Direttore artistico di Naxos-Legge, che ha ricordato quanto è importante preservare la propria identità e la propria memoria. La compositrice Gabriella Correnti al pianoforte ha incantato un attento pubblico, con la sonata per pianoforte n. 14 in Do diesis minore, comunemente nota sotto il nome di “Chiaro di luna” e con l’Ave Maria di Shubert. A conclusione della serata, un’ennesima sorpresa: la compositrice eseguiva una sua personale composizione, per pianoforte, scritta proprio per Casa Cuseni. Il fotografo Alessandro Lo Piccolo ha documentato tutto l’evento.

In un clima di festa e in una serata che finirà nella storia di Casa Cuseni, della città di Taormina e che, senza ombra di dubbio, sarebbe piaciuta a Daphne Phelps, il direttore del Museo Casa Cuseni, Franco Spadaro, ha citato alcuni suoi ricordi, quando Daphne Phelps, in sua presenza, intratteneva ospiti illustri come Denis Mac Smith o quando, in America, la Phelps pranzava con Albert Einstein, il padre fondatore della relatività. «È una casa molto particolare, dove non sai mai chi trovi nei suoi corridori. Daphne Phelps parlava di Einstein o di Dahl, di Picasso o di Dalì, come se fossero persone assolutamente normali, umanizzandone la personalità e rendendola familiare. In questo contesto, stavo sempre allerta, preoccupato di incontrare qualche personaggio che avevo studiato solo nei libri di scuola o nelle riviste d’arte: mi aspettavo che dallo scalone centrale scendesse Salvador Dalì, il padre del simbolismo o Roald Dahl, lo scrittore de La fabbrica di cioccolato». Da oggi, invece, nei libri di storia ci finisce proprio Casa Cuseni.

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