Fondazione Mazzullo, Compleanno di Giuseppe Caudo
Fondazione Mazzullo, Compleanno di Giuseppe Caudo

Un compleanno di un privato cittadino in una struttura gestita dal comune di Taormina – Tirato in viso, serio e un po’ nervoso. Il Consiglio comunale di ieri sera è stato il più delicato e lungo per il vicesindaco e assessore alla Cultura, Mario D’Agostino, da quando è in carica. L’esponente della giunta Giardina era stato tirato in ballo nella festa di compleanno di Giuseppe Caudo al Palazzo Duchi di santo Stefano, sede della Fondazione Mazzullo. L’assessore D’agostino, come si evince da qualche foto pubblicata su Facebook proprio dallo stesso Caudo, membro del Cda della Fondazione e discendente della famiglia Mazzullo, era tra i presenti. Era là mentre si festeggiava un compleanno di un privato cittadino in una struttura gestita dal comune di Taormina, quindi dal pubblico. Tra gli invitati anche il presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta, di cui Giuseppe Caudo è uno dei fedelissimi, e il senatore del Partito Democratico Beppe Lumia. Una festa che aveva sollevato diverse domande: Un cittadino può festeggiare il suo compleanno all’interno di un Palazzo storico sede di mostre ed eventi culturali gestito dal comune di Taormina? E inoltre: chi ha dato il permesso per realizzare tutto ciò? Questa festa si è svolta dietro un compenso economico donato alla Fondazione Mazzullo? Tutto ciò è previsto dal regolamento della Fondazione? In sostanza: chi ha pagato la torta e tutto il resto?

Mario D’Agostino: «Qualcuno dovrebbe dimettersi da uomo, prima che da politico» – Già, la “totta” ritorna nei passaggi ciclici di questa terra. Quasi come un incubo, ma in questo caso non si tratta di una spartizione, bensì di una festa di compleanno dove la “totta” dei primi 40 anni del pasdaran di Rosario Crocetta era la grande protagonista. Una sorta di metafora di quella serata all’interno del Palazzo Duchi di santo Stefano. In un contesto del genere e dopo le critiche dell’opposizione che ne ha chiesto le dimissioni, il vicesindaco e assessore alla Cultura, Mario D’Agostino, si è difeso dalle accuse subite in Aula. «Qualcuno dovrebbe dimettersi da uomo, prima che da politico», esordisce così l’assessore in risposta a qualche consigliere comunale che l’aveva criticato. «Quando affrontiamo un argomento del genere, dobbiamo dire che non c’è alcun imbarazzo. Secondo voi, questo assessorato ha dato un avallo a una cosa simile? Non era competenza nostra».

«Il presidente della Fondazione ha avuto una richiesta dal membro del Cda, avrà sbagliato, ma l’ha fatto in buona fede» – Il vicesindaco, in sostanza, ha detto che il primo cittadino non era a Taormina e dunque, saputo della presenza del presidente Crocetta, è andato lui alla Fondazione Mazzullo per stabilire un contatto con il governatore: «Se il sindaco sa che c’è Crocetta e non può andare, devo andare io per concordare un incontro con il sindaco per il giorno dopo. Incontrare Crocetta era un’opportunità. Non me ne frega nulla della festa di compleanno e di una persona che ho conosciuto per 5 minuti della mia vita». «C’è una cosa che mi ha ferito moltissimo, ha proseguito l’assessore D’Agostino riferendosi a Eugenio Raneri, un consigliere comunale in un social network che incentiva a gettare fango sulla mia persona. È questa la buona politica? È una forma contorta di macelleria mediatica. Il presidente della Fondazione ha avuto una richiesta dal membro del Cda, avrà sbagliato, ma l’ha fatto in buona fede. Alfio Auteri è una delle persone più leali e oneste che ho conosciuto».

Alfio Auteri: «Su Giuseppe Caudo, che avrebbe portato personaggi di tale levatura, ho ritenuto di concedere il Palazzo per non perdere questa opportunità» – Nel suo intervento nella Sala consiliare di Palazzo dei Giurati, il vicesindaco Mario D’Agostino ha letto la relazione inviata dal presidente della Fondazione Mazzullo, Alfio Auteri, alle istituzioni locali. «Il presidente Crocetta avrebbe avuto l’occasione di rimanere a Taormina e vedere l’amministrazione comunale. Il presidente Crocetta non conosceva il Palazzo e ne è rimasto impressionato. Su Giuseppe Caudo, che avrebbe portato personaggi di tale levatura, ho ritenuto di concedere il Palazzo per non perdere questa opportunità. Caudo si è occupato di sistemare diverse cose nel Palazzo», ha detto Alfio Auteri. Ma non si è fatta attendere la replica ironica del consigliere comunale di minoranza Carmelo Valentino, il quale ha voluto “ringraziare” Giuseppe Caudo per essere occupato in questo modo del Palazzo Duchi di santo Stefano.

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