Italo Mennella, presidente Associazione albergatori di Taormina e vicepresidente Federalberghi Sicilia
Italo Mennella, presidente Associazione albergatori di Taormina e vicepresidente Federalberghi Sicilia

Italo Mennella: «Organizzare un piano turistico a 360° con l’assessore Barbagallo» – L’obiettivo, con il trascorrere degli anni, è sempre lo stesso. Rendere sempre più efficiente il comparto turistico regionale. È un vero e proprio imperativo categorico, che viene ripetuto come se fosse una litania da addetti ai lavori e non solo. Con la nascita della nuova giunta regionale guidata dal presidente Rosario Crocetta, l’inquilino del Turismo è Anthony Barbagallo, esponente del Partito Democratico dell’isola. In seguito alle sue dichiarazioni e ai suoi interventi in giro per la Sicilia, l’esponente del governo regionale ha avuto modo di dialogare con gli albergatori siciliani. La conferma è arrivata dal vicepresidente della Federalberghi Sicilia e presidente dell’Associazione albergatori di Taormina, Italo Mennella, che ha ribadito la necessità, per quanto riguarda gli albergatori, di «organizzare un piano turistico a 360° con l’assessore Barbagallo». «Nelle prossime settimane si dovrà fare un’offerta razionale sul prodotto reale, su quello che disponiamo», ha detto il presidente Mennella.

«Taormina continua a scimmiottare i centro commerciali» – Il noto albergatore di Taormina pone la sua visione dal punto di vista del turista e afferma che «il viaggiatore e il turista non vogliono trovare in Sicilia l’Empire State Building. Cercano, invece, la tipicità del luogo». Altro aspetto fondamentale messo in luce da Italo Mennella è quello legato ai servizi. Il turista, come è giusto che sia, li pretende: «Vogliono le strade e non le trazzere». Per tutti questi motivi, dunque, gli albergatori, prima di incontrarsi ufficialmente con l’assessore Barbagallo dovranno discutere tra di loro sulle linee guida da evidenziare alla giunta siciliana. Quando si parla con il presidente dell’Associazione albergatori di Taormina, non si può non discutere del turismo nella Perla dello Jonio. A tal proposito Mennella è apparso preoccupato: «A fianco di Taormina crescono i concorrenti, come Siracusa e Ragusa dove c’è programmazione e arrivano gli investitori. Taormina, invece, continua a scimmiottare i centro commerciali».

Sebastiano De Luca: «Per il prossimo anno i contratti dei tour operator sono stati confermati e ci auguriamo che si possano riconfermare i dati di quest’anno» – Il presidente Italo Mennella, a proposito di programmazione, aggiunge: «A livello nazionale, nonostante l’ottimismo del presidente del Consiglio, la situazione rimane complicata. Mentre a livello locale il comune di Taormina non ha fatto capire le sue intenzioni. L’assessore al Turismo, Salvo Cilona, non ha ancora convocato le parti. Si sta perdendo troppo tempo, perché dovremmo avere un programma a tre anni e un altro a cinque o sei anni». Sulle tematiche turistiche è intervenuto anche Sebastiano De Luca, presidente di Confindustria Alberghi e Turismo Taormina. «La chiusura per quest’anno è andata bene, gli alberghi rimasti aperti sono pieni. Per il prossimo anno i contratti dei tour operator sono stati confermati e ci auguriamo che si possano riconfermare i dati di quest’anno». Il presidente De Luca, nonostante tutto, pensa positivo: «Taormina rimane molto gettonata».

«Abbiamo una sorta di Spada di Damocle rappresentata dal terrorismo nel Mediterraneo» – La novità, rispetto all’anno scorso, è legata al mercato cinese dove sono stati chiusi diversi contratti con il Paese asiatico e l’augurio del presidente De Luca è «triplicare le centinaia di presenze avute nel 2015». Ma De Luca guarda oltre e pensa a incrementare il settore culturale a Taormina per attrarre un segmento che nell’ultimo periodo è sempre meno presente in città: «Se riuscissimo a mettere in rete i palazzi storici di Taormina e creare il Polo museale, questa potrebbe essere una carta vincente per la destagionalizzazione. Il comune, però, deve fare pressioni sul governo regionale per ottenere un museo regionale. In questo modo si potrebbero mettere in rete le strutture e avere una percentuale consistente di viaggiatori e turisti che amano la cultura e l’arte». In un contesto del genere, però, la regione Sicilia dovrebbe «intervenire per fare promozione turistica. Non attraverso le fiere che sono inutili, ma tramite progetti mirati come workshop. È necessario, inoltre, occuparsi di infrastrutture. Siamo all’anno zero tra il binario unico delle ferrovie, autostrade che fanno acqua da tutte le parti e gli aeroporti con offerte esose. Noi albergatori, da soli, non possiamo andare avanti. Serve una sinergia tra pubblico e privato». Infine, ha concluso il presidente Sebastiano De Luca, «abbiamo una sorta di Spada di Damocle rappresentata dal terrorismo nel Mediterraneo. La Libia è vicina e molti stranieri sono preoccupati. Dobbiamo trasmettere sicurezza, altrimenti il rischio che corriamo è enorme. La Sicilia è un’isola e gli stranieri non fanno distinzione tra Taormina, Lampedusa e così via. Su un tema del genere deve esserci un’attenzione maggiore».

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