Foto Panoramica Taormina
Foto Panoramica Taormina

Lo spettro del default – Taormina è lo specchio dell’Italia. Una frase che potrebbe avere molteplici significati, ma in questo caso la utilizziamo per mostrare come alcune vicende del 2015 in città sono, in piccolo, ciò che accade ogni giorno nel resto del Paese. Il 2015, in effetti, è stato un anno difficile per la Perla dello Jonio. Lo è stato dal punto di vista economico, dove mese dopo mese si è palesato lo spettro del default. Un fantasma che, in realtà, si è aggirato con una certa preoccupazione in tutta Europa (quindi anche in Italia) a causa delle drammatiche vicende elleniche. Il problema, come nell’Unione Europea, non è risolto. Si è ridimensionato dopo alcune sentenze positive giunte dalle sponde dell’Impregilo e di Novamusa, ma le paludi della stagnazione economica non sono ancora state oltrepassate. Serve fare qualcosa in più dal punto di vista della riscossione delle imposte, della lotta all’evasione fiscale e della gestione della cosa pubblica che dovrebbe essere più trasparente e meno dispendiosa.

A ogni precipitazione corrisponde qualche frana o qualche smottamento – Altro argomento che lega Taormina al resto dell’Italia è il dissesto idrogeologico. Gli abusi perpetuati in diverse parti del Paese, del resto, si manifestano in tutta la loro tragicità durante le violente piogge che colpiscono la Penisola soprattutto nei mesi di settembre e ottobre. A ogni precipitazione corrisponde qualche frana o qualche smottamento. No, non è una nuova e strampalata legge della fisica. Si tratta, purtroppo, di una conseguenza che mette in pericolo milioni di persone. Il 2015 a Taormina verrà ricordato anche per questo. La frana alla Villa comunale, quella in contrada Lappio, gli smottamenti all’altezza di via Kitson, a Madonna delle Grazie con il sentiero turistico sempre più pericoloso. Per non parlare della frana in via Mario e Nicolò Garipoli, quella sotto la Piscina comunale e l’altra che ha procurato ingenti danni alla funivia di Mazzarò (e potrebbe procurarne altri). Come dice il senatore Renzo Piano, “serve rammendare il territorio”. Prendersene cura dopo anni di indifferenza e una cementificazione indiscriminata.

Dalla Domus san Pancrazio all’Isola Bella – E a proposito di rammendare il territorio e prendersene cura, non si può parlare soltanto di dissesto idrogeologico, ma anche di difesa dei siti archeologici e delle bellezze naturali di Taormina. Per quanto riguarda i siti archeologici, il 2015 è stato l’anno della Domus san Pancrazio. Gli studenti dell’Università di Messina l’hanno “spolverata” e hanno fatto, insieme ai professori e ricercatori, altre scoperte davvero rilevanti. Da quel momento si è aperto un filone che si è concluso solo alcune settimane fa con la vendita di Villa san Pancrazio ai proprietari dell’Ashbee Hotel. Invece, per quanto riguarda la difesa naturale di Taormina, il 2015 verrà ricordato per il tentativo di installare una piattaforma galleggiante all’interno della Riserva Naturale orientata Isola Bella. Una proposta che aveva smosso una parte importante della città in difesa dell’inviolabilità dell’Isola Bella. Per fortuna, in quel caso, tutto è andato per il meglio. Poi come non parlare di Taormina Arte e dell’eterna promessa di trasformare il Comitato in Fondazione. Dopo 13 anni di parole, però, questa volta si è giunti a un punto di non ritorno e sarà necessaria una netta deviazione altrimenti la professionalità e l’impegno di Taormina Arte rischiano di essere travolti e diventare soltanto un ricordo. In realtà ci sono tanti altri argomenti che hanno attraversato l’anno di Taormina e che potrebbero essere legati al resto d’Italia, ma per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo all’ “Annuario Taormina 2015” che sarà disponibile in tutte le librerie online da fine gennaio prossimo. Buon anno, che sia migliore di questo altalenante 2015.

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