Villaggio le Roccie Antonio Presti
Antonio Presti

Una lettera per smuovere le acque – C’è posta per te. No, non si tratta del celebre film con protagonisti Tom Hanks e Meg Ryan, né di un messaggio di auguri nel pieno del periodo natalizio e in vista del nuovo anno. Invece è una lettera che la prossima settimana arriverà in città e sarà indirizzata al sindaco di Taormina, Eligio Giardina, e al Consiglio comunale della Perla dello Jonio. Il mittente è il mecenate di Tusa, Antonio Presti, che proverà a smuovere le acque della vicenda del Villaggio Le Rocce, ormai ferma al palo da diversi mesi. Il presidente della Fondazione Fiumara D’Arte invierà la lettera che qualche mese fa ha fatto recapitare al commissario della Città metropolitana di Messina, Filippo Romano, il quale non si è ancora sbilanciato sul progetto futuro del Villaggio Le Rocce. La soap opera che interessa uno dei luoghi più affascinanti, dal punto di vista naturalistico, della città, è ferma al palo. È come se il narratore fosse stato colpito dal cosiddetto blocco dello scrittore.

La disponibilità di Antonio Presti – Non si riesce a scrivere nulla di più. Tutto è bloccato al project financing, che era stato bocciato per delle anomalie dall’Urega, Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici. Con il project financing della Provincia di Messina in un angolo, che puntava ad affidare l’appalto a un privato, per tentare di ripristinare l’ex Villaggio Le Rocce, si era chiuso un estenuante tira e molla che aveva portato anche il Consiglio comunale della Perla dello Jonio a esporsi contro una simile decisione. Ogni decisione rimane sospesa, come se non si volesse compiere un ulteriore passo avanti. Nel frattempo la proposta di Antonio Presti rimane in piedi e verrà espletata nella lettera che riceverà il primo cittadino di Taormina e il Consiglio comunale di Palazzo dei Giurati. Una missiva in cui il noto mecenate metterà nero su bianco la sua totale disponibilità, in attesa della risposta del commissario della città metropolitana di Messina Filippo Romano.

L’idea del mecenate di Tusa – L’obiettivo di Antonio Presti, come ribadito in questi mesi, è sempre lo stesso: «Restituire l’anima a Taormina». «Dopo trent’anni di ferite e di abbandono, il primo pensiero che si deve restituire a questo luogo è quello dell’anima. Lo spirito che anima la bellezza è quello del sogno, dell’emozione, dell’utopia, non del denaro. Quando il denaro tocca un qualcosa di creativo, non manifesta bellezza. A volte la rappresenta negandola, con arroganza, con presunzione. Io parlo di una bellezza che deve rinascere dalla parte invisibile di ognuno di noi. È nella nostra anima che c’è la bellezza e penso che dobbiamo rianimare l’invisibile di ognuno di noi. La bellezza è il pensiero più democratico che esiste in mezzo agli uomini, perché quando una cosa è bella è bella per tutti», aveva detto Antonio Presti pensando al Villaggio Le Rocce e in generale a Taormina, immaginando anche a un vero e proprio circuito culturale in grado di coinvolgere tutta la città.

«Cosa rimane dopo una passeggiata sul Corso Umberto? Qual è il cuore culturale di Taormina?» – Del resto Taormina ha bisogno di un nuovo slancio, di una deviazione rispetto all’epoca attuale. Una nuova spinta verso il futuro che può trovare solo in se stessa, nelle sue bellezze che ancora sono custodite in queste zone, nonostante tutto e tutti. Oggi, invece, la città «non restituisce nulla dal punto di vista culturale e del pensiero. Cosa rimane dopo una passeggiata sul Corso Umberto? Qual è il cuore culturale di Taormina?», afferma Antonio Presti che pensa anche a un progetto etico della città in grado di coinvolgere alcuni comuni della Valle dell’Alcantara e del Parco dell’Etna. Il pensiero corre veloce verso luoghi come Castiglione di Sicilia, Milo e Sant’Alfio, che conservano ancora la sicilianità. Dal punto di vista di Antonio Presti, Taormina potrebbe essere il tramite per rilanciare anche questi comuni. Nella logica del dare e avere, dunque, la Perla dello Jonio si metterebbe in relazione con i paesi dell’Etna e dell’Alcantara per creare una rete turistica e culturale non indifferente. E a questo punto viene in mente la riflessione di Guy De Maupassant dopo il suo viaggio a Taormina: «Gli uomini d’un tempo avevano occhi e anima differenti dai nostri, giacché nelle loro vene, col sangue, scorreva qualcosa che non esiste più: l’amore e la devozione per il bello». L’idea, il progetto di Antonio Presti, mira a smentire o quantomeno a contrastare un simile convincimento.

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