Masterplan tra il governo e le istituzioni locali

In attesa del confronto che avverrà dopo le festività – Qualche giorno fa sono stati trasmessi al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti, i progetti messinesi legati al programma Masterplan, ovvero il piano per il Mezzogiorno. Il vicesindaco di Messina, Guido Signorino, ha illustrato i piani della città, mentre i sindaci della Città metropolitana hanno attivato un sistema di concertazione di livello comprensoriale articolato per le seguenti zone: Nebrodi, Tirreno-Barcellona, Tirreno-Milazzo, Jonio. È questo, dunque, il passaggio ufficiale che avvierà un confronto tra le istituzioni locali e quelle nazionali. Un incontro che dovrebbe avvenire dopo le festività e coinvolgerà, oltre al sindaco di Messina Renato Accorinti e il commissario della Città metropolitana Filippo Romano, anche diverse rappresentanze della zona jonica, tirrenica e nebroidea. All’interno di questo progetto, ovviamente, c’è anche la città di Taormina e i suoi problemi emersi durante gli eventi atmosferici di settembre e ottobre che hanno spinto il comune della Perla dello Jonio a creare un gruppo di lavoro formato dal professore Franco Ortolani, professoressa Silvana Pagliuca (Cnr), ingegnere Angelo Spizuoco, architetto Salvatore Mondello e architetto Giuseppe Aveni.

L’estrema vulnerabilità del territorio – Rammendare il territorio della provincia di Messina, dunque, sembra il filo conduttore di questo Masterplan che dovrà provare a risolvere decenni di incuria dal punto di vista geoambientale. Il gruppo di lavoro che ha posto sotto la lente di ingrandimento il territorio di Taormina, in particolar modo, ha messo in luce, riferendosi a tutta la zona del messinese, come  «il risultato più preoccupante circa l’assetto territoriale antropizzato ed urbanizzato attuale consiste nella estrema vulnerabilità che caratterizza le attività umane che risultano periodicamente interessate e devastate da fenomeni idrogeologici, sismici, vulcanici, meteomarini che colpiscono aree vaste stravolgendo gli assetti socio-economici locali e sovracomunali come accaduto in seguito ai fenomeni franosi e alluvionali dell’ottobre 2009 e dell’autunno 2011 e 2015. Superate le difficoltà causate localmente dai fenomeni naturali quasi sempre tutto rimane come prima degli eventi per quanto riguarda la difesa del territorio e delle sue risorse ambientali di importanza strategica per l’assetto socio-economico, come i litorali, le risorse idrogeologiche ricadenti in molteplici territori comunali come la falda della valle dell’Alcantara, e la sicurezza dei cittadini a scala di bacino idrografico».

Una programmazione della tutela, difesa e valorizzazione geoambientale a scala locale e vasta di bacino idrografico – In un contesto del genere è chiaro che la sicurezza dei cittadini è ai minimi storici e le istituzioni locali hanno sempre puntato a porre delle toppe ai vari problemi emersi dopo copiose piogge o altri eventi naturali. Un modo di fare, ormai, non più accettabile. Si è giunti al classico punto di non ritorno. Come se non bastasse, affermano gli studiosi, «il territorio dell’area in esame è caratterizzato da rapide modificazioni fisiche, spesso irreversibili, come l’erosione delle spiagge e l’accumulo progressivo di sedimenti in alcune fiumare come nell’alto bacino dell’Alcantara e del Patrì, con la conseguente ricaduta negativa sull’economia e sui posti di lavoro. Molte aree, di pianura e versante, antropizzate, urbanizzate ed infrastrutturate in vario modo nelle ultime decine di anni con le necessarie opere idrauliche oggi sono periodicamente vulnerate dagli eventi idrogeologici innescati dalle mutate condizioni climatiche ed idrologiche». Quindi «una corretta programmazione degli interventi urbanistici, industriali, infrastruitturali da realizzare sul territorio non può prescindere da una programmazione della tutela, difesa e valorizzazione geoambientale a scala locale e vasta di bacino idrografico.

Taormina all’interno del Masterplan – Si comprende, dunque, come un Masterplan sia fondamentale per la zona del messinese, in quanto «deve anche inquadrare e valutare tutte le principali caratteristiche fisiche che possono influire, condizionare e devastare l’ambiente antropico attuale e futuro in base alla costruzione di scenari relativi ad eventi singoli e molteplici che più o meno contemporaneamente e in successione nell’ambito di qualche giorno possono interessare il territorio». All’interno di questo Masterplan ambientale ci sarà anche Taormina. La città è stata studiata a partire dal sopralluogo (Villa comunale, funivia, Madonna delle Grazie e Piscina) del 14 ottobre realizzato dal professor Franco Ortolani e dalla sua equipe. «Mentre si avviano sagge azioni tese a risanare queste situazione che si sono realizzate a Taormina, occorre pensare alla sicurezza dei cittadini. L’idea è di installare dei pluviometri moderni, che costano 3 mila euro, i quali sono in grado di intercettare l’inizio del nubifragio. Dopo l’inizio del temporale avremo a disposizione alcune decine di minuti per liberare i luoghi in pericolo», aveva dichiarato Franco Ortolani. Ed è da questo punto che si ripartirà: mettere in sicurezza il territorio rispettando e ricreando un contesto ambientale travolto da decenni di indifferenza.

Masterplan governo

© Riproduzione Riservata

Commenti