Taormina, Palazzo dei Giurati
Taormina, Palazzo dei Giurati

I quattro firmatari e l’intento dei loro emendamenti – Nelle ultime sedute del 2015 del Consiglio comunale di Taormina c’è stata molta tensione tra maggioranza e minoranza. Tra i motivi del contendere, che hanno spinto l’opposizione a utilizzare parole dure nei confronti dell’amministrazione e dei consiglieri comunali che l’appoggiano, c’erano dieci emendamenti proposti nel regolamento per la disciplina dei controlli interni, che sono stati bocciati. I firmatari, Alessandra Caltabiano, Pinuccio Composto, Liliana Tona e Carmelo Valentino, avevano proposto degli emendamenti per «adottare uno strumento di trasparenza, controllo amministrativo e responsabilizzazione della struttura comunale finalizzato all’efficienza e all’efficacia della macchina amministrativa». Si trattava di «emendamenti con i quali si intendeva responsabilizzare maggiormente la struttura amministrativa per predisporre atti dirigenziali e delibere attendibili, ma soprattutto confrontare quanto dichiarato nell’atto con quanto poi si verifica nella realtà amministrativa».

“Trasparenza” è il termine che mette insieme gli emendamenti – In sostanza la parola chiave di questi emendamenti, il filo conduttore che li teneva insieme era “trasparenza”. A tal proposito si faceva riferimento ai controlli per le aziende partecipate del comune. Un’esigenza messa in evidenza anche dal Revisore dei Conti nella relazione al bilancio consuntivo 2014. Detto ciò, i quattro consiglieri comunali che hanno presentato i 10 emendamenti hanno chiesto il parere tecnico ai testi presentati e hanno riscontrato il parere favorevole del Revisore dei Conti per tutti e 10 gli emendamenti, mentre il segretario generale del comune di Taormina ha espresso parere favorevole per soli tre emendamenti. I quattro consiglieri comunali, a tal proposito, hanno messo in evidenza come «gli stessi emendamenti rigettati dal segretario generale di Taormina fanno invece parte integrante e caratterizzante di altri regolamenti comunali». I quattro firmatari si riferiscono ai comuni di Parma, Reggio Emilia e Modena.

Nella maggior parte dei casi c’è una dicotomia tra Revisore dei conti e Segretario generale – Da una parte, dunque, il parere favorevole del Revisore dei Conti e dall’altro il parere contrario del segretario generale del comune. Una dicotomia posta in evidenza dai quattro consiglieri comunali d’opposizione, che per l’occasione ricordano anche «le raccomandazioni fatte dalla Corte dei Conti sulla necessità di avere maggiori controlli sul bilancio e sugli atti amministrativi del comune di Taormina». Nei primi due emendamenti, che riguardano il controllo strategico dei bilanci e la sua attuazione, c’è questa dicotomia. Stesso discorso nel terzo emendamento, dove si sottolineava l’importanza dei «pareri tecnici che devono obbligatoriamente accompagnare le deliberazioni». Il quarto emendamento, che affrontava la questione delle entrate tributarie e proponeva un riscontro sulla veridicità e affidabilità dei dati in modo da avere un reale controllo non solo delle casse comunali ma anche dell’evoluzione economica del territorio, ha avuto il parere favorevole del Revisore dei conti e quello contrario del segretario generale del comune. Altro emendamento significativo che ha partorito la stessa dicotomia è quello in cui si voleva porre la struttura tecnica di fronte all’obbligo di attivarsi in tempi certi nella segnalazione di eventi finanziari e contabili che possono portare a situazioni di squilibrio. Invece il parere favorevole del Revisore dei conti e del Segretario generale è stato dato nell’emendamento che voleva introdurre la regolamentazione dei controlli riguardo le società partecipate del comune di Taormina. È un emendamento rilevante, perché nella relazione della Corte dei Conti «l’ente non aveva presentato attenzione alla gestione delle società partecipate e non ha avviato le necessarie forme di controllo».

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