Verso la mostra a Palazzo Ciampoli – Qualche particolare sulla mostra di Palazzo Ciampoli che verrà inaugurata il 29 dicembre nello storico Palazzo medievale di proprietà della regione Sicilia. Come abbiamo detto ieri, infatti, alcune opere che appartengono alla Chiesa di Taormina sono state prestate per far svolgere questa mostra che durerà un mese. Una decisione giunta dalla Soprintendenza, che ha deciso di precettare diverse opere d’arte tra la provincia di Messina, Catania e Ragusa per creare un’esposizione di quadri, tele e sculture che appartengono alla scuola di Antonello da Messina. Una scelta, quella della Soprintendenza, che ha provocato qualche mal di pancia in città, considerando che le opere d’arte sono state prelevate da due chiese principali: la Cattedrale e la Chiesa di santa Caterina. Due prestiti in un periodo davvero importante dell’anno, ovvero il Natale, per non parlare del periodo giubilare che vede la Cattedrale della Perla dello Jonio luogo di preghiera di riferimento di tutta la zona jonica della provincia di Messina.

La richiesta della Soprintendenza risale all’anno 2014 – Per non parlare dei turisti che visitano la storica Cattedrale anche per le opere d’arte al suo interno. Sia i viaggiatori che i fedeli, però, almeno per un mese, dovranno accontentarsi di ammirare le opere d’arte all’interno di Palazzo Ciampoli e non negli edifici sacri. In attesa di capire se dovranno pagare un biglietto per visitare la mostra, oppure potranno accedere gratuitamente proprio come accade in Chiesa. Staremo a vedere. Intanto è possibile ricostruire la vicenda, che non è stata certo un fulmine a ciel sereno. Anzi, la richiesta della Soprintendenza risale all’anno 2014 quando si iniziò a parlare di una mostra che doveva svolgersi tra giugno 2014 e settembre 2015. La notifica giunse alle parrocchie disseminate sul territorio della provincia di Messina il 21 ottobre 2014 e in seguito la Soprintendenza aveva chiesto il prestito delle opere d’arte e la Curia aveva invitato i vari parroci ad accettare la richiesta. In sostanza si tratta di 24 parrocchie che hanno concesso le opere d’arte custodite all’interno degli edifici sacri.

Le quattro opere “taorminesi” in mostra a Palazzo Ciampoli – Come scritto ieri, la città di Taormina ha contribuito con quattro opere. Per la precisione si tratta del Polittico rinascimentale di Antonello de Saliba del 1504, opera della scuola di Antonello da Messina, «di cui il Saliba era parente e che ha fioritura in tutte le corti siciliane. Si tratta di un’opera su legno a più pannelli, con la Vergine Maria e Gesù nel pannello centrale fra san Girolamo e San Sebastiano. In alto, al centro, la Deposizione di Cristo e ai lati San Agata e Santa Lucia, venerate nella parte orientale dell’isola. Nella cornice sotto in basso, l’Ultima Cena. Il Polittico proviene dall’ex Chiesa di San Sebastiano, in uso ai frati agostiniani, in Piazza IX Aprile». Poi è stata prestata la Visitazione con San Gregorio e San Zaccaria di Antonino Juffrè, opera del 1457. E l’opera rinascimentale con la Madonna con Bambino del XVI secolo, dell’artista Alfonso Franco, dove Maria è al centro della scena, protetta da San Giovanni battista e il profeta Elia. In mostra a Palazzo Ciampoli, infine, ci sarà anche la statua rinascimentale di santa Caterina di Alessandria.

© Riproduzione Riservata

Commenti